“Pale Blue Dot”, “Blue Marble”

Puntino Blu Pallido“,
Biglia blu
Tu vivi lì!

Quel puntino è casa tua!

credits Nasa/Jpl/Ansaingrandisci, enlarge

Mi è venuta voglia di fare un viaggio con te, un viaggio breve ma intenso: che ne dici di andare verso quel famoso Puntino Blu Pallido chiamato Terra, guarda caso proprio casa tua, partendo dalla periferia del Sistema Solare esterno, un po’ prima di Nettuno, circa 6 miliardi di km?

schema semplificato del Sistema Solare, le distanze non sono in scala, le proporzioni dei pianeti sono approssimativamente in scala solo per i gruppi dei pianeti presi separatamente, interni (Mercurio, Venere, Terra, Marte) ed esterni (Giove, Saturno, Urano, Nettuno)

Non sono certo il primo a proporre questo affascinante viaggio, bada bene, ma mi piace l’idea di ordinare queste splendide immagini in base alla distanza che via via si accorcia, quindi non a caso e non in ordine cronologico. Avrai dei riferimenti utili ad accompagnarti:
la distanza dalla quale è stato effettuato effettuato lo scatto singolo (o risultato di un mosaico di scatti)
eventualmente un nome o espressione particolare per l’immagine
quale sonda, satellite, rover o navicella spaziale l’ha scattata
la data dello scatto

il mix presente nel post – ingrandisci, enlarge

Ti accorgerai così che le dimensioni della Terra non dipendono solo dalla distanza, ma anche dalla qualità ed evoluzione tecnologica di telescopi e strumenti fotografici a disposizione nei vari decenni da sonde, satelliti, rover e navicelle spaziali.

Si parte allora

Star Wars

No! No! No!
Non a velocità di curvatura, non con il salto nell’iperspazio.
No… devi goderti il panorama
e assaporarlo, con calma!
Buon viaggio!

Star Trek Beyond 2

Stai partendo dal Sistema Solare esterno,
oltre l’orbita di Nettuno!

la Terra si trova ad 1 Unità Astronomica dal Sole, Saturno a 10, Nettuno 30: inizi il viaggio da destra per andare verso sinistra, ma considera che in questa rappresentazione non sono indicate le due fasce di asteroidi

Lo schema qui sopra è piuttosto elementare. Se vuoi avere un’idea più precisa delle distanze in scala tra i pianeti del Sistema Solare, meglio le due immagini sotto (da smart tocca le foto e poi scorri con il dito verso destra o sinistra per visualizzarle; da pc basta che clicchi e poi usi le frecce).

Ok, ora si parte!

Da dove partiamo puoi ammirare lo stupendo Nettuno, il più lontano dei Giganti gassosi e, a suo modo, anch’esso uno straordinario pianeta blu, anche se il blu non dipende dall’H2O bensì da metano.

Immagine di Nettuno ottenuta in modalità Narrow Field (campo ristretto) mediante ottica adattiva dello strumento MUSE sul VLT Very Large Telescope dell’ESO: tale modalità consente di compensare completamente gli effetti della turbolenza atmosferica. credit ESO/P.Weibacher (AIP)

6,4 miliardi di km
42,78 AU

  • 6.400.000.000 km circa dalla Terra
  • oltre Nettuno
  • sonda Voyager 1
  • 14 febbraio 1990
rappresentazione artistica NASA

Ti stai avvicinando a Nettuno, sei a 6,4 miliardi di km dalla Terra, questa è la prima foto che ha stupito il mondo intero: in realtà la sonda che l’ha scattata, la Voyager 1, lanciata il 5 settembre 1977, si stava allontanando dal Sistema Solare, e fu solo grazie alla visionaria e testarda insistenza dell’astronomo e divulgatore scientifico Carl Sàgan (di cui a fine post trovi pensiero ispiratore) che la fotocamera venne fatta girare all’indietro per immortalare una visione mai vista prima, da quel momento in poi chiamata Pale Blue Dot, appunto Puntino Blu Pallido. Per una fortunata coincidenza, la Terra è posizionata al centro di un raggio di luce diffusa (artefatto), disturbo inevitabile nel realizzare un’immagine di una zona così vicina al Sole da una distanza tanto grande.

immagine (porzione) ad alto ingrandimento a colori della Terra ripreso da Voyager 1 da una distanza di più di 6,4 miliardi di km. Questa immagine della Terra è stata ottenuta attraverso tre filtri di colore – viola, blu e verde – e ricombinata per dare l’immagine a colori. Il rumore di fondo è dovuto all’ingrandimento – credits Nasa/Jpl/Ansa

Ecco qui una versione digitalmente restaurata dell’originale che ti ho appena presentato del Pallino celeste.

credits Nasa/Jpl/Ansa ingrandisci, enlarge

1,6 miliardi di km
10,69 AU

  • 1.600.000.000 km circa dalla Terra
  • “The Day the Earth Smiled”
  • Saturno (2,2 milioni di km dal gigante)
  • sonda Cassini
  • 15 settembre 2006
rappresentazione artistica NASA

The Day the Earth Smiled

Ora ti stai avvicinando al “Signore degli anelli”, Saturno. Mentre nel caso di Voyager 1 la scelta di fotografare il lontano Puntino Blu Pallido fu un colpo di genio imprevisto, in questo caso sapevamo benissimo di essere fotografati, era previsto, e per questo la foto è chiamata “Il giorno che la Terra ha sorriso”. La fotocamera grandangolare della sonda Cassini, a 2,2 milioni di km da Saturno, cattura questa straordinaria immagine, in cui si è poi evidenziato il Puntino.

Credits Cassini Imaging Team/ Immagine della NASA/JPL-Caltech/SSI ingrandisci, enlarge

1,44 miliardi di km
9,62 AU

  • 1.445.858.000 km dalla Terra
  • Saturno
  • sonda Cassini
  • 19 luglio 2013
rappresentazione artistica NASA

In orbita intorno al gigante gassoso, in questa immagine del 2013 la sonda Cassini si è trovata Saturno davanti al Sole e i suoi anelli di conseguenza retroilluminati e particolarmente ben visibili. La foto non è un singolo scatto bensì il risultato di un complesso mosaico di 33 foto scattate allo scopo di studiare l’intero sistema di anelli e il pianeta gigante.

Per comporre questa immagine spettacolare, gli scienziati hanno unito le osservazioni spettrali del rosso, verde e blu compiute con camera ad alta risoluzione, credits NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute ingrandisci, enlarge

APOD, Astronomy Picture of the Day, cioè foto astronomica del giorno 22/07/2013. È una delle immagini “raw” (grezza) della Terra realizzate dalla sonda, proseguimento di un progetto decennale partito con la sonda Voyager 1 e avente come obiettivo “scattare una foto al nostro pianeta dai confini del Sistema Solare.
Un pianeta così insignificante nella vastità del Cosmo, eppure un’Umanità così scientificamente ambiziosa e desiderosa di conoscenza!

Autori ed editori: Robert Nemiroff (MTU) & Jerry Bonnell (UMCP). Rappresentante tecnico della NASA: Jay Norris. Un servizio di: ASD della NASA / GSFC e Michigan Tech. u. ingrandisci, enlarge
  • 12 aprile 2017
  • sonda Cassini

Mentre stai viaggiando nel Sistema Solare esterno, in direzione del Pale Blue Dot, non puoi restare indifferente di fronte a tanta bellezza disarmante: il pianeta Terra, puntino che risplende tra gli anelli ghiacciati di Saturno! Roba da svenire…

credit NASA/JPL-Caltech/Istituto di Scienze Spaziali ingrandisci, enlarge

…qui offerto gentilmente, un dettaglio dove è ancora più evidente il Puntino con visibile il suo satellite, la Luna.

Bene, ora hai superato Saturno, Giove e la 1^ fascia di asteroidi e sei ufficialmente entrato nel Sistema Solare interno!

rappresentazione artistica del Sistema Solare, le distanze non sono in scala ma hai ben visibili e allineati per comodità i pianeti esterni e quelli interni, i due gruppi separati tra loro dalla 1^ fascia di asteroidi, qui appena accennata. Il Sole in realtà apparirebbe come un puntino se le distanze fossero in scala.

Questa due infografiche ti aiutano a tenere presente dove sei ora.

183 milioni di km
1,22 AU

  • 183.000.000 km
  • Mercurio
  • sonda Messenger
  • 06 maggio 2010
rappresentazione artistica credit NASA/JHU Applied Physics Laboratory/CIW

Due meravigliosi punti luminosi fotografati dalla sonda, il più grande e luminoso dei due in effetti potrebbe sembrare una stella: in quel momento Messenger si trovava più distante di 1 Unità Astronomica (che equivale ai 150 milioni di km che separano la Terra dal Sole), anche se ovviamente in questo caso dalla parte opposta della Terra, verso il pianeta Mercurio.

credits Nasa/Jpl-Caltech ingrandisci, enlarge

160 milioni di km
1,06 AU

  • 160.000.000 km
  • Marte
  • rover Curiosity (della NASA)
  • 31 gennaio 2014 (Sol 529)
da sinistra i MER (Mars Exploration Rover) Spirit, Opportunity, Curiosity, credit: NASA/JPL-Caltech

Ti stai avvicinando, ora hai superato la 1^ fascia di asteroidi e ti prendi un momento di riposo sulla superficie del pianeta “rosso”, Marte. Grazie al rover Curiosity immortali il Puntino Blu Pallido circa 80 minuti dopo il tramonto. Nota come la Terra risulta essere un puntino appena visibile, una stellina, esattamente come per noi da Terra Marte risulta solo un puntino o meglio un dischetto dal colore decisamente rossastro.
Sei forse perplesso sulla distanza da cui è stato effettuato lo scatto, visto che Marte ti risulta essere distante 225 milioni di km? Hai ragione ma tieni presente che Marte non resta sempre alla stessa distanza:

  • distanza media Marte-Terra: 225 milioni di km (1,5 AU)
  • distanza massima: 402,3 milioni di km (2,68 AU)
  • distanza minima 54,6 milioni di km (0,36 AU)
sulla duna di sabbia soprannominata “Dingo Gap”, all’interno del cratere Gale. L’immagine è stata elaborata per rimuovere gli effetti dei raggi cosmici, a destra immagine annotatacredits NASA/JPL-Caltech/MSSS/TAMU

È ora di riprendere il viaggio,
non starai mica pensando di riposare ora!?

142 milioni di km
0,94 AU

  • 142.000.000 km
  • Marte
  • Sonda Mars Reconnaissance Orbiter
  • 3 ottobre 2007
rappresentazione artistica NASA

La telecamera telescopica dell’esperimento HiRISE (High Resolution Imaging Science Experiment), a bordo della sonda Mars Reconnaissance Orbiter, cattura questa splendida coppia. Nota che non è più il Pallino Blu Pallido che hai conosciuto quando partivi da Nettuno, ora cominci già a distinguere dettagli della superficie nonostante ci troviamo ancora a 142 milioni di km, ma tieni presente che la telecamera di HiRISE è un telescopio molto potente lanciato al di fuori dell’orbita terrestre, ed è per questo che puoi osare tanto.

credits NASA/JPL/University of Arizona ingrandisci, enlarge

11 milioni di km
0,07 AU

  • 11.000.000 km
  • Sonda Voyager 1
  • 18 settembre 1977
rappresentazione artistica NASA

Ora sei ad appena poco più di una decina di milioni di km dalla Terra, si comincia a ragionare perché ora il Puntino Blu non è più pallido né un puntino. Finalmente cominci a riconoscere piuttosto bene la Terra in tanti suoi dettagli. Si tratta ancora della cara vecchia sonda Voyager 1, che nel 1977 regala questo bellissimo scatto.

credits Nasa/Jpl/Ansa ingrandisci, enlarge

9,6 milioni di km
0,06 AU

  • 9.660.000 km
  • in viaggio verso Giove
  • sonda Juno (telecamera JunoCam)
  • 26 agosto 2011
rappresentazione artistica NASA

Tu prosegui oltre, mentre la sonda Juno si dirige in direzione opposta verso l’altro grande Gigante gassoso dalla famosa “macchia rossa”. Ecco un’altra immagine del Puntino celeste e della Luna catturati da 9,6 milioni di km.

credits Nasa/Jpl-Caltech ingrandisci, enlarge

1,6 milioni di km – L1
0,01 AU

credit NOAA
  • 1.600.000 km
  • punto di Lagrange L1
  • Satellite DSCOVR
  • 06 luglio 2015
rappresentazione artistica NOAA

Il satellite Deep Space Climate Observatory Satellite DSCOVR riprende la prima foto della Terra scattata da 1,6 milioni di km di distanza, a dir poco eccezionale anche perché il disco è totalmente illuminato!

Attenzione ai deboli di cuore, la foto potrebbe provocare arresto cardiocircolatorio!

credit NASA/DSCOVR ingrandisci, enlarge

Da questa distanza, equivalente al punto di Lagrange L1 (hai già sentito parlare recentemente di questi punti, grazie al lancio del telescopio Webb il 25 dicembre 2021, che dopo un mese ha raggiunto L2), la luce impiega ben 5 secondi per compiere il viaggio ed arrivare fino a Terra.

Space Weather, credit ESA ingrandisci, enlarge

È inoltre molto utile sapere che il satellite in questione monitora il vento solare e invia allerte e previsioni riguardanti rischi di tempeste geomagnetiche, come ti ho abbondantemente spiegato nella serie In a nutshell” about Aurora. Il dato interessante e prezioso sta quindi nella tempistica di recapito degli avvisi e delle allerte riguardanti il meteo solare: con un preavviso che va dai 15 ai 60 minuti abbiamo un importante vantaggio rispetto alle eruzioni di massa coronale CME emesse dal Sole, certo non ancora sufficiente per mettersi al totale riparo, ma sicuramente un ottimo inizio.

1,2 milioni di km
0,008 AU

  • 1.200.000 km
  • Sonda Tianwen-1 con rover Zhurong
  • 27 luglio 2020
Rendering del rover marziano Zhurong. /CMG credit CGTN

Ti sei avvicinato ancora, sei a 1,2 milioni di km, in questo caso la sonda cinese fa una foto in bianco e nero che rende in modo affascinante le mezzelune di Terra e Luna.

credits CNSA China National Space Administration, l’agenzia civile della Repubblica popolare cinese responsabile dello sviluppo spaziale della nazione

Complimenti,
sei arrivato sulla Luna!

Tieniti forte, sei finalmente ad una distanza ragionevole, pensa a quanta strada hai fatto da quei lontanissimi
6,4 miliardi di km, oltre Nettuno!

bellissima infografica, credit “Il Progetto Luna ingrandisci, enlarge

Approfitto per segnalarti una curiosità degna di nota:
la distanza tra Terra e Luna, che percettivamente ti sembra piccola, è in realtà talmente grande che al suo interno possono essere messi in fila tutti i pianeti del Sistema Solare!

Ti sembra sia così (sinistra)…
e invece, colpo di scena, è così (destra)!

Ricorda infatti che le missioni Apollo ci hanno messo ben 3 giorni per raggiungere il satellite!

Fotogrammi tratti dal bellissimo documentario su Vimeo “Il Sistema Solare in scala“, di Wylie Overstreet e Alex Gorosh: versione con sottotitoli in italiano del gruppo facebook Chi ha paura del buio? I due filmmaker americani sono andati nel Black Rock Desert, in Nevada, per 2 giorni per riuscire a riprodurre una versione in scala usando come Sole un pallone gonfiabile di diametro 1,5 metri e come Terra una normale biglia di vetro blu. Urano secondo le proporzioni corrette è finito a 5,5 km di distanza!

384.000 km
0,002 AU

credit NASA, Jim Lovell
  • 384.000 km (distanza media)
  • “Earthrise”, “il Sorgere della Terra”
  • Apollo 8 – William Anders, Frank Borman, James Lovell
    1° volo umano attorno alla Luna
  • 24 dicembre 1968
credit NASA

“Earthrise”
“il Sorgere della Terra”

Ti avvicini alla fine del viaggio, ma di certo le foto che arrivano ora non sono da meno, visto che riguardano la nostra amata Luna e tutta l’epoca dell’allunaggio. Questa è la prima foto del nostro pianeta scattata da persone in carne ed ossa in orbita intorno alla Luna. La missione non doveva allunare, ma solo orbitare attorno al nostro satellite (21-27/12/1968).

foto del pilota di missione William Anders, credit NASA ingrandisci, enlarge

Non ci sono parole, vero?!

“Earthrise”, foto del pilota di missione William Anders, credit NASA ingrandisci, enlarge
  • “Earthrise”
  • Apollo 11 – Neil Armstrong, Michael Collins, Buzz Aldrin
    1° volo umano atterrato sulla Luna (allunaggio)
  • 20 luglio 1969
credit NASA
credit NASA

Modulo di Servizio, Modulo di Comando Columbia e Modulo Lunare (Aquila)

“First Step”, credit NASA

Questa foto è storica, il Primo Passo dell’Uomo sulla Luna

credit NASA

… e questa è il giocattolo con cui mi divertivo da piccolo mentre facevo il bagno nella vasca, il Columbia!

Apollo 11 fu la missione spaziale che portò i primi uomini sulla Luna domenica 20 luglio 1969 alle 20:17:40 UTC, e al primo passo sulla superficie lunare sei ore e mezza dopo, alle 02:56:15 UTC (4:56 italiane).

credits NASA ingrandisci, enlarge
  • “Earthrise” aggiornata
  • sonda LRO – Lunar Reconnaissance Orbiter
  • 12 ottobre 2021
rappresentazione artistica NASA

Attento, se non sei esperto la prossima immagine potrebbe ingannarti, infatti non proviene dalle missioni Apollo degli anni ’70 (anche se ne è ispirata), bensì è una foto di questi mesi, ottobre 2021.
In occasione del 47° anniversario della iconica immagine “Earthrise” dell’Apollo 8, nel 2015 la moderna camera della sonda Lunar Reconnaissance Orbiter, LROC (che si trovava in orbita a 134 km dalla superficie lunare) ha fotografato in bianco e nero Earthrise sopra il cratere Compton. Un team NASA ha dovuto unire le osservazioni con le informazioni sul colore della telecamera grandangolare a bassa risoluzione dell’LROC per produrre questa interessante immagine.

Già da questa immagine capisci come mai la Terra viene definita anche “Biglia Blu”!

“Earthrise” aggiornata al 2021 dall’LROC, credit team scientifico LROC/Adam Voiland, Nasa/Goddard/Arizona State University ingrandisci, enlarge

Voglio inserire qui una fantastica gif che ti ipnotizzerà:

credit NASA
  • Apollo 10Thomas Stafford, John W. Young ed Eugene Cernan
    1° volo umano con il Modulo Lunare (LEM) attorno alla Luna
  • maggio 1969
credit NASA

– gli astronauti girano questo video. Visto che la Luna, come sai, rivolge sempre lo stesso lato verso la Terra (risonanza orbitale), non è possibile vedere il nostro pianeta che sorge, a meno che non sia la navicella spaziale a muoversi in verticale o in orbita. È quindi la visuale dell’osservatore che si alza o avanza, non il pianeta che sale.

credits NASA

157.000 km
0,001 AU

credit NASA
  • 157.000 km
  • Apollo 11 – Neil Armstrong, Michael Collins, Buzz Aldrin
    1° volo umano atterrato sulla Luna (allunaggio)
  • 20 luglio 1969
credit NASA

Una veduta dell’Africa da 157.715 km, mentre gli astronauti Neil Armstrong, Michael Collins a Buzz Aldrin proseguivano verso la Luna. Non è magnifica?!

credit NASAingrandisci, enlarge

45.000 km

credit NASA, Robert T. McCall
  • 45.000 km
  • “Blue Marble”
  • Apollo 17 – Eugene Cernan, Ronald Evans e Harrison Schmitt
    Undicesima e ultima missione Apollo verso la Luna, prima missione a cui ha partecipato un astronauta scienziato, Schmitt
  • 7 dicembre 1972
credit NASA

“Blue Marble”

Apollo 17, l’ultima missione del Programma Apollo: la Terra da 45.000 km completamente illuminata è decisamente una splendida Biglia Blu. È la prima volta che gli astronauti sono stati in grado di fotografare la calotta polare sud.

credit NASA GRIN ingrandisci, enlarge

36.000 km

  • 36.000 km
  • satellite geostazionario Elektro-L
  • 7 dicembre 1972
rappresentazione artistica Roscosmos

Stai scendendo sempre più verso la splendida Terra, ora sei all’altitudine a cui orbitano i satelliti geostazionari, che restano fermi ruotando insieme al pianeta: non 10, non 100 e neanche 1.000, bensì 36.000 km!
Le immagini prodotte da questo satellite russo, Elektro-L, orbitante nel 2012 sopra l’equatore, sono dettagliatissime e frutto di una singola inquadratura poiché il sensore è da 121 megapixel (praticamente un pixel rappresenta un km sulla Terra). Le immagini raccolgono 4 differenti lunghezze d’onda, l’arancione ad esempio rappresenta la vegetazione.

credit Russian Space Systems – Centro di ricerca per il monitoraggio operativo della Terra – NTs OMZingrandisci, enlarge

da 5.741 a 3.197 km

  • 5.741 – 4.001 – 3.197 km
  • sonda Juno flyby (fionda gravitazionale)
  • 9 ottobre 2013
rappresentazione artistica NASA

Trio ripreso durante il passaggio ravvicinato della sonda diretta poi verso Giove. Ogni immagine è un mosaico di 82 singoli fotogrammi presi durante la rotazione della sonda, fotogrammi che sono stati composti e rimappati mediante lavorazione a terra.

PIA 14447, credits NASA/JPL-Caltech/MSSS ingrandisci, enlarge

So però che tu vuoi avere delle foto più grandi per gioire di più, così ecco la vista bella intera del flyby (sorvolo ravvicinato) della sonda Juno per sfruttare l’attrazione della Terra come fionda gravitazionale per poter essere lanciata verso Giove con maggiore velocità. L’editor fotografico Kevin Gill ha elaborato le immagini scattate dalla JunoCam, la fotocamera “citizen science” di bordo.
Una nota interessantissima da segnalarti, infatti, è che JunoCam è progettato per essere uno sforzo collaborativo tra gli scienziati della missione e il pubblico: le immagini di JunoCam vengono inviate sulla Terra e pubblicate sul sito Web di Mission Juno, dove il pubblico in generale può scaricarle per la successiva elaborazione delle immagini. Le immagini elaborate dagli “scienziati cittadini” vengono poi pubblicate sul sito di Juno.

credit NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS/Kevin M. Gill ingrandisci, enlarge

Fine viaggio:
arresto cardiocircolatorio garantito!

Te l’avevo detto che dovevi andarci piano…

Contact

400 km

  • 400 km
  • ISSBase Spaziale Internazionale
  • 2021
credit NASA/ESA

Ci sei, ormai a destinazione, non è meraviglioso come quel minuscolo Puntino Blu Pallido si sia ora mostrato in tutta la sua spettacolare bellezza da togliere il fiato?! Siamo in orbita a circa 400 km di altitudine e da qui osservare la Terra è un autentico sogno, e immagini come questa, pur davvero ipnotizzanti, non sono niente rispetto al poter osservare dal vivo, parola di astronauta!

credit NASA/ESA ingrandisci, enlarge

Ci vorrebbe un’intera serie di post per apprezzare queste foto meravigliose della Terra, tuttavia sarebbe un’impresa ardua visto gli astronauti ne hanno scattate per più di 20 anni: pensa che negli archivi ce ne sono circa 3 milioni!

credit NASA

In ogni caso mi sento generoso e prima di chiudere voglio fartene gustare altre due o tre…

30/11/2017, credit Paolo Nespoli (AstroPaolo), ESA/NASA ingrandisci, enlarge

Tre le scelgo anche per farti notare quanto sia effettivamente lontana la Luna, come ti dicevo poco fa.

6/12/2021, una foto di buon auspicio per la fine di un anno difficile. Gli strati di atmosfera e una luna crescente in bilico sopra un tramonto orbitale mentre la ISS passava sull’Oceano Pacifico a est della Nuova Zelanda, credit NASA/Expedition 66 ingrandisci, enlarge

Una vista incredibile da uno speciale oblò.

02/08/2020 SpaceX Crew Dragon, Credit SpaceX ingrandisci, enlarge

Ah, ovviamente ti fermi qua, mica vorrai scendere fino in superficie!
No, non serve, qui c’è la Base Spaziale Internazionale che ti può ospitare…

credit NASA/ESA ingrandisci, enlarge

… da qui puoi osservare questo meraviglioso quanto delicato pianeta quanto vuoi! È importante però che tu abbia ben chiari alcuni punti riguardo alla ISS:

  • schizza alla velocità pazzesca di circa 27.600 km orari
  • compie un’intera orbita attorno alla Terra in appena 90 minuti, vale a dire 1 ora e mezza
  • quando sei a bordo, OGNI GIORNO
    sei testimone di 16 albe e 16 tramonti!
credit NASA/ESA

Ora tu mi obietterai che, se devi passare così tante albe e altrettanti tramonti in orbita a 400 km sopra le nostre case, almeno vorresti avere un luogo speciale per poterle ammirare da questa posizione privilegiata e per osservare il paesaggio, inesprimibile a parole.

Hai assolutamente ragione, ed eccoti servito: è stata assemblata e aggiunta alla ISS a questo scopo una “camera” speciale, che è chiamata “cupola”, costruita in Italia! La sua funzione principale è quella di poter gestire operazioni multi-scopo all’esterno della Base Spaziale, ma gli astronauti usano questo modulo anche semplicemente per vedere la bellezza del nostro pianeta. È già infatti bella da vedere da fuori…

nello spazio, in microgravità, non esiste più un “alto” e un “basso”, credit ASI/NASA/ISS ingrandisci, enlarge

ma è dall’interno il vero spettacolo, quello che è capace di TOGLIERE IL FIATO!

credit ASI/NASA/ISS ingrandisci, enlarge

Grazie di avermi seguito, spero ti sia piaciuto il viaggio! Ti lascio qui sulla ISS a perderti nel paesaggio incantevole, ma poi torno a prenderti per un altra avventura, mi raccomando! Prima però, come promesso, un richiamo importante.

Le parole di Carl Sàgan, ispirate e quanto mai attuali, alla vista di Pale Blue Dot

credit NASA ingrandisci, enlarge

Quel puntino è qui.
Quel puntino è casa.
Quel puntino è noi.
Su di esso, tutti coloro che ami, tutte le persone che conosci, tutti quelli di cui hai mai sentito parlare, ogni essere umano che sia mai esistito, ha vissuto qui la propria vita. L’insieme delle nostre gioie e dolori, migliaia di religioni, ideologie e dottrine economiche, così sicure di sé, ogni cacciatore e raccoglitore, ogni eroe e codardo, ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e plebeo, ogni giovane coppia innamorata, ogni madre e padre, figlio speranzoso, inventore ed esploratore, ogni predicatore di moralità, ogni politico corrotto, ogni “superstar”, ogni “comandante supremo”, ogni santo e peccatore nella storia della nostra specie è vissuto lì. Su un minuscolo granello di polvere sospeso in un raggio di sole.”

Pensa ai fiumi di sangue versati da tutti quei generali e imperatori affinché, nella gloria e nel trionfo, potessero diventare per un momento padroni di una frazione di un puntino. Pensa alle crudeltà senza fine inflitte dagli abitanti di un angolo di questo pixel agli abitanti scarsamente distinguibili di qualche altro angolo, quanto frequenti le incomprensioni, quanto smaniosi di uccidersi a vicenda, quanto fervente il loro odio. Le nostre ostentazioni, la nostra immaginaria autostima, l’illusione che noi abbiamo una qualche posizione privilegiata nell’Universo, sono messe in discussione da questo punto di luce pallida. Il nostro pianeta è un granellino solitario nel grande, avvolgente buio cosmico…

Per me, il nostro minuscolo mondo sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l’uno dell’altro, e di preservare e proteggere il pallido punto blu, l’unica casa che abbiamo mai conosciuto.

Carl Sàgan, “A vision of the human future in space

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