COMETE: immensi fragili grumi di ghiaccio e roccia, instabili imprevedibili trasformisti spettacolari, spericolati fossili nomadi solitari

Formate da gas e vapori congelati (acqua, metano, ammoniaca, anidride carbonica) misti a piccoli frammenti di rocce e metalli (ciottoli), da oltre Plutone qualcuno si diverte periodicamente a scagliarle con la fionda verso il Sistema Solare interno!

foto di copertina: 10 settembre 2014, immagine grandangolare della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko che mostra getti di attività cometaria lungo quasi l’intero corpo. Crediti: ESA/Rosetta/MPS per OSIRIS Team PS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDAingrandisci, enlarge

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Questo post vuole essere una presentazione di questi affascinanti corpi astronomici che ci fanno sognare quando visitano i nostri cieli, e avvicinandosi al Sole offrono uno spettacolo che dura un tempo limitato e che in tempi antichi suonava come presagio di sventura e calamità, mentre negli ultimi decenni è accolto con grande meraviglia e incanto, seguito fotografato filmato e documentato nei più svariati modi.

cometa C/2020 F3 Neowise, chiamata come il telescopio spaziale “Near-Earth Object Wide-Field Infrared Survey Explorer”, che il 27 marzo l’ha individuata la prima volta mentre sfrecciava verso il Sole. Credit Ciro Russo & Mary Antonino, 22/07/2020 – ingrandisci, enlarge

Normalmente i titoli dei miei post non sono troppo lunghi, ma in questo caso ho voluto fare un’eccezione: mi piaceva l’idea di elencare, già nel titolo, una serie di aggettivi e sostantivi caratteristici che descrivessero l’essenza di questi affascinanti quanto fragilissimi oggetti, e nel post troverai le descrizioni per ciascuno:

immensi / fragili / grumi /
instabili / imprevedibili /
trasformisti / spettacolari /
spericolati / fossili / nomadi / solitari

cometa C/2020 F3 Neowise, credits Rossana Miani & Enrico, 05/07/2020 da Maserà di Padova – ingrandisci, enlarge

Quando si parla di comete è questa l’immagine spettacolare che ti viene subito in mente…

cometa C/2020 F3 Neowise, credit Dario Orizio (19/07/2020, da Monte Dasdana, Bagolino, 2100 metri sul livello del mare). Questa cometa è stata davvero uno splendido spettacolo – ingrandisci, enlarge

… ma in questi ultimi decenni, grazie al progresso della ricerca astronomica e tecnologica, abbiamo potuto scoprire molte altre informazioni interessantissime su di loro, e ricevere ed elaborare molte strepitose immagini letteralmente mozzafiato…

incredibile quanto suggestivo selfie della sonda Rosetta con la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko: non è una rappresentazione artistica! 07/09/2014, credits ESA/Rosetta/Philae/CIVAingrandisci, enlarge

… inviate dalle sonde spedite apposta per incontrare le comete, e a volte prelevare campioni dalla chioma o dalla stessa superficie…

altro eccezionale selfie estrapolato dal video ESA su Vimeo, non è una rappresentazione artistica! Cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, credit ESAingrandisci, enlarge

… scoprendo così un nucleo completamente diverso rispetto a quanto si poteva immaginare da Terra… e c’è ancora tanto, tanto da scoprire!

cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, agosto 2014, credits ESA/Rosetta/NAVCAMingrandisci, enlarge

Questi grandi accumuli di agglomerati, mix di ghiacci amorfi sporchi, polvere, rocce e ciottoli, provengono dalle profondità buie e gelide del Sistema Solare esterno (la parte all’estrema destra dell’infografica schematica sottostante che riporta il Sistema Solare interno a sinistra ed esterno dalla prima fascia di asteroidi verso destra).

infografica panoramica dove le distanze non sono in scala e nemmeno le dimensioni comparate tra Sole, Sistema Solare interno e Sistema Solare esterno, mentre nei due sistemi presi singolarmente le dimensioni sono rispettate. La fascia di asteroidi di Kuiper come vedi è ben oltre Nettuno, le frecce rosse indicano la provenienza delle comete.

“Parcheggiate” in orbite casuali nel serbatoio lontanissimo della Nube di Oort (quella strana nuvola scura di forma sferica – nell’immagine, sezionata per comodità – che vedi sulla destra fagocitare completamente al suo centro l’intero minuscolo Sistema Solare interno ed esterno, perché è davvero vastissima e lontanissima)…

… oppure nella zona più “vicina” della fascia di Kuiper (la seconda fascia di asteroidi – Edgeworth-Kuiper – che è esterna all’orbita di Nettuno ed è molto più vasta della prima fascia che si posiziona invece tra Marte e Giove, e nell’immagine qui sotto non è più visibile)…

improvvisamente un giorno vengono bruscamente svegliate dal loro crio-letargo e scaraventate, nomadi e solitarie, verso il Sistema Solare interno.

27/07/2014, la sonda Rosetta si trova a 2.540 km dalla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, credits ESA/Rosetta/NAVCAMingrandisci, enlarge
  • di pochi anni, decenni oppure secoli (fino a 200 anni sono dette comete “periodiche di corto periodo”)
cometa periodica di corto periodo 46P/Wirtanen (5,44 anni), dimensioni del nucleo 1,4 km. “Il ghiaccio che la compone è quello con il rapporto H/D (Idrogeno-Deuterio) il più simile al rapporto presente negli oceani terrestri, mentre per altre comete come per la 67P/Chury è risultato nettamente differente. Grazie al flyby della cometa Wirtanen con la Terra avvenuto a soli 11,5 milioni di km il 16 dicembre 2020, è stato possibile usare il radiotelescopio di Arecibo per “vedere” direttamente il nucleo. Le immagini radar del nucleo hanno rivelato un corpo allungato, piuttosto accidentato, molto più ruvido di altri nuclei che sono stati studiati in precedenza.” Fonte “46P/Wirtanen, una cometa periodica gioviana. By Andreotti Roberto – INSA”ingrandisci, enlarge
  • secoli o addirittura millenni (oltre i 200 anni si può trattare di “periodiche di lungo periodo” oppure non periodiche, in questo caso con orbita parabolica o iperbolica oppure comete interstellari)
C/2022 E3 ZTF, “cometa di Neanderthal” e galassia UGC 3165; la cometa si è fatta viva a cavallo tra Natale 2022 e primi mesi del 2023, dopo un viaggio di ben 52.000 anni, e da ellittica è diventata iperbolica! 11/02/2023, credits Cristina Cellini & Fiorenzo Mazzottiingrandisci, enlarge

Tutto dipenderà da dimensioni e composizione del nucleo, dalla velocità di crociera e quanto l’orbita le porterà vicino al Sole o le manterrà a distanza di sicurezza.

comparazione tra le orbite delle comete 12P/Pons-Brooks e 2P/Encke, diagrammi orbitali JPL

Le scopri, le segui, le studi, ci mandi sonde esplorative (alcune riescono persino a raccogliere dei campioni e a riportarli a Terra), fai predizioni e pronostici, molto spesso sbagliati ma questo fa parte del percorso, e alla fine loro ti possono sempre sorprendere!

Star Trek, Beyond 2

Le comete note sono circa 4.000
(gli asteroidi molti di più)

Albino Carbognani

Fasce di asteroidi:
fitte di oggetti o rade?

A proposito, ci tengo a chiarirti un particolare non di poco conto, perché spesso questa perplessità attraversa la mente di molti che non hanno pratica: probabilmente ti immagini le Fasce di asteroidi fitte di oggetti medio grandi e pericolosamente ravvicinati, come certe rappresentazioni artistiche e come spesso i film di fantascienza ti illudono che sia …

Star Wars, Millennium Falcon

… ma nella realtà astronomica le cose non sono assolutamente così: sono presenti milioni, miliardi di asteroidi, è vero, ma principalmente sono briciole e piccoli ciottoli! Nella fascia principale ad esempio gli asteroidi con diametro superiore ad 1 km sono solo tra 1 e 2 milioni… ma anche qui le rappresentazioni artistiche sono assolutamente fuorvianti

La cosa tuttavia più importante da capire sono le distanze tra di essi: sparsi su un’area di diverse Unità Astronomiche (2-3 nella fascia principale, circa 20 nella Fascia di Kuiper) in modo non uniforme, ci sono decine di milioni di km tra ciascuna particella o sassolino o oggetto di dimensioni maggiori! Per aiutare l’immaginazione ricordati che la meravigliosa luna, che a guardarla in cielo sembra così “vicina”, dista in media appena 384.000 km, che è già una distanza per noi enorme mentre qui parliamo di tutt’altre distanze…

da 142 milioni di km di distanza, la sonda Mars Reconnaissance Orbiter fotografa la coppia Terra-Luna con la telecamera telescopica dell’esperimento HiRISE (High Resolution Imaging Science Experiment), credits NASA/JPL/University of Arizonaingrandisci, enlarge

Gli impatti quindi con asteroidi nelle Fasce
sono eventi estremamente rari!

La NASA stima che 2 asteroidi possano collidere tra loro ogni dieci milioni di anni, tanto per farti capire! Questo significa che passandoci in mezzo neanche li vedresti, a parte quelli più grandi di qualche centinaio di km come i pianeti nani, e infatti le sonde lo fanno solitamente senza danni, a parte qualche raro caso.

Sonda Voyager 2, rappresentazione artistica, credit NASA/JPL

RICETTA per creare una cometa:

  • prendi un accumulo di agglomerati di alcuni km
  • mix di ghiacci amorfi sporchi, polvere e ciottoli
  • vai a posizionarti oltre Plutone
  • mettilo in una enorme fionda, carica…
  • … e scaglialo verso il Sistema Solare interno

Altre definizioni (per arricchire il panorama):

La Grande Cometa C/1995 O1 Hale-Bopp, foto di aprile 1997 dal quartiere San Pio di Lecce, credit Giuseppe J. Donatielloingrandisci, enlarge
  • Le comete sono come i gatti: hanno la coda e fanno quel che vogliono
    (frase famosa dell’astronomo e divulgatore scientifico canadese David H. Levy, che si riferisce con un certo humour soprattutto, ma non solo, alle comete radenti del Sole, famiglia “sungrazing”: non è mai possibile fare previsioni, in quanto fanno ciò che vogliono e non ciò che a noi piacerebbe che facessero)
  • Le comete sono in breve residui rimasti della condensazione di una nebulosa (quella che ha formato tutto il Sistema Solare 4,5 miliardi di anni fa)
  • Le comete sono i resti incontaminati del Sistema solare primordiale. Sono per lo più fatte di ghiaccio e polvere, ma sono anche note per essere ricche di materiali organici
  • sono “mucchi di ghiaia ghiacciata”, i cui ciottoli sono fondamentalmente immutati dalla formazione del Sistema Solare
  • “Stelle cadenti” e bolidi sono i resti che le comete ci lasciano in regalo, i doni del loro passaggio
  • “tanto imprevedibili che alla fine non puoi non amarle: si fanno attendere e poi ti fanno andare in bianco, oppure sembra tutto perso fino all’ultimo secondo, e quando con estrema delusione stai ormai per abbandonare si apre il cielo ed eccole lì” (Dario Orizio, punto di vista da astrofotografo)
  • “astri chiomati” (dal greco “komḗtēs” = ‘chiomato’ secolo XIV)
  • in alcuni casi definite “comete di una vita” perché il giro orbitale è talmente lungo che riuscirai a vederle, se avrai fortuna, in infanzia e poi in vecchiaia…
  • “collane di perle” quando il grande Giove ha la meglio su di loro, distruggendole e risucchiandole per divorarle
  • “le comete ci suggeriscono di guardare tutto in maniera diversa. Pensate da dove arrivano, da quanto tempo stanno viaggiando, cos’hanno visto e cosa vedranno. Le comete ci danno la misura di quanto, dell’Universo, noi siamo una parte minuscola, infinitesimale. Le comete ci danno la giusta dimensione, il giusto “peso” (Paolo Nespoli, luglio 2020, Neowise)
una vista mozzafiato della cometa di lungo periodo C_2020_F3_NEOWISE, catturata dalla Base Spaziale Internazionaleingrandisci, enlarge

INDICE BREVE CLICCABILE

Il post è molto lungo, preparati! Per questo motivo ti ho preparato una bella sorpresa che credo apprezzerai molto perché ti facilita parecchio: un breve Indice cliccabile, e non contento ti ho anche aggiunto una piccola vocina (“salta all’Indice“), sia all’inizio del post che prima di ogni punto selezionato. Oltre a queste facilitazioni, hai sempre anche la freccia nell’angolo a destra che ti riporta in tempo zero all’inizio del Post (poi non dire che non penso ai miei lettori…).

Scheda COMETE

All’inizio, al telescopio,
sono tutti “puntini”…

479P/Elenin, 16/02/2024, credit M. Mattiazzo, Swan Hill, Victoria, Aus., dalla pagina Facebook Southern Comets Homepageingrandisci, enlarge

COSA SONO

“Corpi minori” del Sistema Solare (assieme ad asteroidi e meteoroidi che invece sono rocciosi e/o metallici), accumuli di agglomerati di ghiaccio polvere e roccia.

Tutto è relativo…

Nello spazio tutto è sempre relativo, quindi considera che “minori” si intende se confrontati con i corpi maggiori che sono pianeti, satelliti e lune; in questo caso chiaramente le comete risultano “piccole”, ma ricorda che se confrontate con dimensioni del nostro quotidiano sono davvero grandi o gigantesche. Il nucleo è un blocco di ghiaccio sporco di poche decine di km di diametro, con la superficie rivestita da uno strato di materiale fuligginoso.

comparazione eloquente della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko con la città di Los Angeles USA

La cometa più grande mai vista“la mucca quasi sferica delle comete”

Ecco, solo per darti un altro esempio, la cometa C/2014_UN271_Berardinelli-Bernstein è una MEGA-COMETA, potenzialmente la più grande mai scoperta, con un diametro di circa 130-150 km.

comparazione tra la mega-cometa C/2014 UN271 Berardinelli-Bernstein e altri oggetti del Sistema Solare, tra cui il primo appena visibile nell’angolo in basso a sinistra è proprio la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko di cui hai appena visto la comparazione poco fa, credit Will Gateringrandisci, enlarge

Scoperta come puntino, veniva dalla nube di Oort (5 miliardi di km dal Sole), nel 2031 sarà al perielio a 10,95 UA dal Sole, come essere nella fascia di Saturno, e per questo motivo non diventerà una Grande Cometa. È stata definita dagli autori “la mucca quasi sferica delle comete”.

scoperta della cometa C/2014 UN271 Berardinelli-Bernstein grazie al Progetto Dark Energy Survey (DES), osservazioni condotte nel vicino infrarosso e nel visibile con la Dark Energy Camera DECam, camera con sensore da 570 megapixel, montata sul Víctor M. Blanco Telescope di 4m installato nel complesso del Cerro Tololo in Cile – Credit: Dark Energy Survey/DOE/FNAL/DECam/CTIO/NOIRLab/NSF/AURA/P. Bernardinelli & G. Bernstein (UPenn)/DESI Legacy Imaging Surveys. Acknowledgments: T.A. Rector (University of Alaska Anchorage/NSF’s NOIRLab), M. Zamani (NSF’s NOIRLab) & J. Milleringrandisci, enlarge

SOPRANNOME

  • “palle di neve sporca” le definì Fred Whipple, grande esperto di comete e padre della teoria. In realtà appaiono così in effetti da lontano, quando il coma (o chioma) avvolge completamente il nucleo invisibile e risulta alla vista un luminosissimo disco bianco e verde. Tuttavia quando ci si avvicina abbastanza da avvistare il nucleo quando esso non è attivo, risulta sì una grande palla, ma completamente nera, mentre quando è in attività è evidente che questo diventa un grande enorme irregolare accumulo di agglomerati di ghiaccio amorfo sporco e ciottoli di polvere e rocce (insomma, più che neve è ghiaccio, e più che “palle” sono agglomerati di forma irregolare)
cometa 144P/Kuschida, 09/01/2024, cometa al perielio il 25/01/2024, foto di Rolando Ligustri dallo Utah – ingrandisci, enlarge

QUANTO SONO GRANDI

Il nucleo (il corpo vero e proprio della cometa, al netto di chioma e coda) va da centinaia di metri fino a ben oltre 50 km (mentre gli asteroidi, fatti di roccia metallica e non, vanno da pochi cm fino a centinaia di km), ma cambia tutto a seconda della distanza e del momento in cui le guardi…

cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, dimensioni misurate dalle immagini scattate dal sistema di imaging OSIRIS della sonda Rosetta il 19/08/2014 – dimensioni: ESA/Rosetta/NAVCAM, immagine: ESA/Rosetta/MPS per OSIRIS Team PS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDAingrandisci, enlarge

UN SOLO CORPO ASTRONOMICO…
2 spettacoli completamente diversi

Prima…

… mentre sfreccia rotolando silenzioso ed invisibile nel vuoto cosmico lontano dal Sole (provenendo dall’afelio o di ritorno verso di esso)

29/07/2014, immagine NAVCAM full-frame della sonda Rosetta da 1933 km di distanza dalla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, credit ESA/Rosetta/NAVCAMingrandisci, enlarge

… e poi …

… nel momento in cui si avvicina alla zona di interazione con il Sole (zona perielio ma anche notevolmente prima, dipende da alcune variabili che vedrai) cambia tutto, si trasforma in modo irriconoscibile!

cometa C/2020 F3 Neowise e stella Talitha dell’Orsa Maggiore, 19/07/2020 credit Alice Scobieingrandisci, enlarge

DA VICINO (quando inattivo)...

… in realtà il nucleo è grande come un grattacielo o una montagna di ghiaccio amorfo irregolari o addirittura un’intera catena montuosa di ghiaccio amorfo, che sfreccia e rotola nel vuoto cosmico silenzioso, nel buio completo, assolutamente invisibile nello spazio (cielo notturno) prima di trasformarsi per lo spettacolo in qualcosa di completamente diverso (addirittura appena “sganciate” dal loro parcheggio all’inizio sono gigantesche palle).

02/11/2014, 4 immagini NAVCAM individuali scattate da 33,4 km dal centro della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Il mosaico è stato leggermente ruotato e ritagliato, misure 4,1 x 4,1 km. Credit ESA/Rosetta/NAVCAM – CC BY-SA IGO 3.0ingrandisci, enlarge

DA LONTANO (quando attivo)

… approssimandosi al Sole infatti il nucleo avvia il suo strepitoso irresistibile spettacolo, con la superficie che inizia a sbuffare e sparare polveri e gas verso lo spazio cosmico, sublimando da zone localizzate e in modo irregolare ghiaccio d’acqua ma anche ghiaccio di altri gas esotici (CO e CO2) e disperdendo abbondanti polveri, anche da numerose crepe e crepacci, e rendendosi così visibile da milioni di km di distanza (mentre prima era assolutamente invisibile).

La Grande Cometa C/1995 O1 Hale-Bopp, 06/04/1997 credit Giuseppe Donatielloingrandisci, enlarge

Comprendi così che la differenza tra quel “prima” e quel “dopo” (che poi tornerà ad essere nuovamente “prima” e così via ma con tanti “se” e tanti “ma”) è davvero stupefacente, dei veri trasformisti!

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UDITE UDITE !

È NATO, È NATO !

Sono tanto affascinanti e spettacolari da stimolare l’umanità ad attribuirgli in passato significati e superstizioni di tutti i tipi (tipicamente umane), da quelle innocue ed ispiranti della nascita del bambin Gesù…

Probabilmente è proprio la Grande Cometa 1P/Halley ad aver creato la tradizione della “stella cometa” nei ritratti della Natività: il pittore Giotto fu ispirato proprio dal passaggio del 1301 di questa cometa quando la ritrasse nell’affresco dell’Adorazione dei Magi nella cappella degli Scrovegni di Padova come Stella di Betlemme (del 1303-1305 circa). “La cometa di Halley” by Giovanni Donati e Andreotti Roberto – INSA

“PILLOLE DI COMETA,
Signore e Signori”

… a quelle apocalittiche di distruzione del pianeta e del genere umano o anche di calamità e sventure da cui ripararsi in tutti i modi più bizzarri possibili.

Il gas cianogeno, un veleno, era stato rilevato spettroscopicamente nella coda della cometa Morehouse nel 1908, quindi c’era il terrore di essere avvelenati dalla coda della cometa di Halley che la Terra stava attraversando nel 1910… Ad Haiti un medico vudù vendeva pillole di cometa per scongiurarne l’influenza malvagia, ma le pillole in realtà contenevano zucchero e chinino in combinazione innocua; e due truffatori in Texas commerciavano maschere antigas in cuoio. Nella vignetta invece, datata 19 maggio 1910, si dice: “un angolo di strada, quando la Terra sarà invasa dai miasmi pestiferi della cometa di Halley… solo gli automobilisti provvisti della Bottiglia Michelin, gonfiata con aria purissima, respireranno a loro piacere…”

UN PARAGONE FAMILIARE:

Ecco, se dovessi fare un paragone simpatico, la differenza tra cometa inattiva e cometa spettacolare potrebbe renderla la snowball, quando la scrolli è tutto uno spettacolo di particelle che volano ovunque.

DIMENSIONI “FUORI SCALA”
Il talento di stupire ed emozionare davvero

È proprio grazie a tali enormi dimensioni (e alla luminosità riflessa dalle particelle) che noi possiamo ammirarle in cielo quando entrano nel Sistema Solare interno.

C/2020 F3 Neowise, 7/7/2020, Isola delle Femmine in provincia di Palermo (Sicilia), credit Dario Giannobileingrandisci, enlarge

Il nucleo che ti ho appena mostrato, quando la cometa comincia a risentire del calore del Sole e ad interagire con il vento solare, si trasforma gradualmente (non è certo cosa immediata) fino a “vestirsi” di:

  • una CHIOMA (coma) gigantesca di dimensioni spropositate rispetto al nucleo (centinaia, migliaia o centinaia di migliaia di km contro i 50 del nucleo)
  • una CODA che può arrivare a ben 2 AU (Unità Astronomiche), vale a dire 300 milioni di km
“Detriti” del Sistema Solare, Marjorie Stokes

Qui sotto, con la cometa Leonard, un esempio davvero notevole di coda lunga…

cometa C/2021 A1 Leonard, mosaico di 2 immagini grandangolari del 26/12/2021 da La Palma, Canarie, 2.300 metri sul livello del mare. Coda di 60 milioni di km, occupa 36 gradi di cielo, come mettere fianco a fianco 72 lune piene! È troppo lunga per vederla con telescopio o binocolo, troppo debole per vederla ad occhio nudo e il cielo troppo luminoso per vederla dalla città. Fotografata il 26/12/2021, passava a 90 milioni di km tra le orbite di Mercurio e Venere e non tornerà mai più poiché è diventata iperbolica. Credit Apod NASAJan Hattenbachingrandisci, enlarge

Le particelle e le polveri che costituiscono sia chioma che coda sono talmente immateriali, leggere e volatili che, esclusa la zona centrale talmente fitta da rendere invisibile il nucleo, si può tranquillamente vedere “attraverso” le stelle nello sfondo: questo rende ancora più incredibile lo spettacolo che è visibile da milioni di km di distanza.

cometa C/2021 A1 Leonard, fotografata il 21/12/2021, perigeo il 31/12/2021, “cometa di Natale 2021”. Periodo orbitale di 80.000 anni, da orbita ellittica di lunghissimo periodo ad iperbolica; 60 milioni di km di coda, nucleo di un solo km, più eventi di disconnessione. Credit Daniele Gasparri, deserto di Atacama – ingrandisci, enlarge

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Torniamo al nucleo:
COME SI PRESENTA?

Come te l’aspetti – come è!

Innanzitutto, c’è una bella differenza tra come ci si aspetta che la cometa sia in base ai dati ottenuti, a come veramente è nella realtà quando la si avvicina, considerando che da lontano le comete (quando inattive) sono tra gli oggetti più scuri del Sistema Solare, con una percentuale di assorbimento del 96%, quindi alla vista sono proprio nere! Lo puoi apprezzare nel fotogramma qui sotto, estratto dalla puntata “A caccia di comete” del programma datato 2016 con la bravissima conduttrice Letizia Davoli e la partecipazione speciale di Adrian Fartade, che ha evidenziato questa fotografia (la puntata intera la trovi alla fine del post).

Una forma molto irregolare con una superficie molto diversificata. L’incanto e la meraviglia non ti abbandonano mai ammirando queste immagini, dove puoi distinguere:

  • aree ruvide o lisce
28/10/2014, mosaico di 4 immagini NAVCAM individuali scattate da 9,7 km dal centro della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Credit ESA/Rosetta/NAVCAM – CC BY-SA IGO 3.0ingrandisci, enlarge
  • depressioni
15/10/2014, mosaico di 4 immagini NAVCAM individuali scattate da 9,9 km dal centro della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Credit ESA/Rosetta/NAVCAM – CC BY-SA IGO 3.0ingrandisci, enlarge
  • creste
26/10/2014, immagine NAVCAM scattata da 9,8 km dal centro della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Credit ESA/Rosetta/NAVCAM – CC BY-SA IGO 3.0ingrandisci, enlarge
  • colline, altopiani
24/10/2014, immagine NAVCAM scattata da 9,8 km dal centro della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Credit ESA/Rosetta/NAVCAM – CC BY-SA IGO 3.0ingrandisci, enlarge
  • crateri
18/10/2014, mosaico di 4 immagini NAVCAM individuali scattate da 9,9 km dal centro della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Credit ESA/Rosetta/NAVCAM – CC BY-SA IGO 3.0ingrandisci, enlarge

Davvero affascinante seguire come si formano

I “ciottoli” (piccolini, oltre il cm) si formano nella nebulosa protoplanetaria solare con l’adesione di PARTICELLE di polvere e ghiaccio CHE COLLIDONO tra loro. Il problema è che di solito le collisioni per polveri oltre il cm sono distruttive: quindi come fanno a nascere comete e asteroidi, detti “planetesimi”, che si accrescono gravitazionalmente in pianeti?
67P ha fornito la risposta: la cometa È UN CORPO GRANULARE, UN AGGREGATO DI CIOTTOLI “PRIMORDIALI” DI DIMENSIONI MILLIMETRICHE, CONTENENTI POLVERE E GHIACCIO, tenuto assieme dalla debolissima gravità reciproca.

collage del ritrovamento il 02/09/2016 del lander Philae sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, accometato il 12/11/2014 e perso perché finito in un angolo nascosto e poco illuminato, e quindi dopo 3 giorni entrato in ibernazione, anche se brevemente nell’estate del 2015 si è risvegliato colpito dai raggi solari. Missione storica poiché si è riusciti a portare un robottino di un metro su una cometa, dopo un viaggio di 10 anni a 500 milioni di km dalla Terra. Credits ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA; context: ESA/Rosetta/NavCam – CC BY-SA IGO 3.0ingrandisci, enlarge

“Streaming instability” = l’accumulo di ciottoli da vita ad un corpo coerente grazie a un DELICATO FLUSSO D’ATTRAZIONE, un EFFETTO COLLETTIVO delle particelle di polvere, LEGGERO MA IRRESISTIBILE. “… una volta che dieci miliardi di tonnellate (il peso della cometa 67P) di ciottoli si trovano entro un volume di 400 km di diametro, non è più possibile evitare il collasso gravitazionale: ma IL COLLASSO È COSÌ “GENTILE”, e LE PRESSIONI INTERNE SONO COSÌ PICCOLE, da non alterare i ciottoli

Estratto dall’articolo “Rosetta: l’anello mancante e il getto misterioso”: 2 studi sulla cometa 67P Chury, di Stefano Parisini, 27/10/2017, racconta Marco Fulle dell’Inaf di Trieste

cometa 9P/TEMPEL (Tempel 1)ingrandisci, enlarge

SONO BELLE GRANDI,
ma porose e poco dense

Potresti immaginarti una composizione e consistenza simile al tufo, che è facilmente sgretolabile, oltre all’iceberg che si può dissolvere, anche se il tipo di ghiaccio è diverso e non esiste sulla Terra, ghiaccio cosiddetto “amorfo”.

Ice-VIIt, un nuovo tipo di ghiaccio caratterizzato dalla cristallizzazione tetragonale

Il grado di coesione di questo aggregato può essere molto variabile; in generale si ritiene che siano poco coese e meno dense dell’acqua, essendo fatte soprattutto di ghiaccio amorfo, e quindi corpi celesti piuttosto fragili, a differenza degli asteroidi che invece sono rocciosi, metallici e non. Da notare anche la superficie più annerita del primo strato, fuligginoso.

Rappresentazione schematica della struttura porosa superficiale della 67P/Churyumov-Gerasimenko:Si presume che i ciottoli all’interno della cometa siano costituiti da una miscela di polvere e ghiaccio (sfere azzurre) mentre solo gli strati più superficiali, che sono esposti alla luce solare diretta, non contengono ghiaccio (sfere grigie). Crediti: Maya Krause, TU Braunschweig

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POROSITÁ, COMPOSIZIONE
e chimica di base

Dalla ricostruzione sottostante puoi intuire il significato di “porosità” e “accumulo di agglomerati”Nucleo “poroso”, per essere chiari, significa che una grande frazione del suo volume (50% circa) è costituita da “spazio vuoto”, o meglio “cavo, e catturate e inglobate in tali cavità si trovano le miscele dei suoi gas.

ricostruzione schematica di tipologie diverse di nuclei cometari (fonte “La Super cometa del nuovo millennio sta arrivando”, La Macchina del Tempo, di Gaetani Umberto)

AGGLOMERATI di
ghiaccio, silicati e grafite
(sostanze volatili, rocce e composti organici)

Ecco come è composta
la massa del nucleo:

SILICATI e SOLFURI per 1/3
rocce e pietre

  • I SILICATI sono una grande famiglia di sostanze ricche di silicio, ossigeno e metalli vari, ed è la “materia” di cui sono fatte le rocce e le pietre. Circa la metà della struttura del nucleo è composta da silicati

SOSTANZE ORGANICHE per 1/3
Carbonio

  • I MATERIALI ORGANICI hanno tutti una cosa in comune, sono tutti basati sulla chimica del CARBONIO: l’atomo di carbonio è il più importante, nella Tavola Periodica, perché presenta una estrema facilità nel legarsi ad altri atomi, il che significa che può formare infinite varianti di molecole, che rappresentano i mattoni di vita più appropriati. Un particolare gruppo di molecole organiche, comuni nel nucleo, sono gli Idrocarburi Policiclici Aromatici o IPA. Tutti gli IPA sono stati trovati nel nucleo delle comete

SOSTANZE VOLATILI per il restante
ghiacci

  • Fondamentalmente sostanze che sono liquide o gassose a temperatura ambiente, ma che solidificano a basse temperature per diventare ghiaccio, sotto forma di:
    – monossido di carbonio
    – biossido di carbonio
    – metanolo
    – idrogeno solforato
    – formaldeide
    – metano
    – ammoniaca
    – cianuro di idrogeno

Estratto dall’articolo sulla “Super cometa del nuovo millennio”, della Macchina del Tempo, di Umberto Gaetani

DI COSA SONO COMPOSTE

ghiaccio d’acqua H2O amorfo (ghiaccio volatile, probabilmente sotto la superficie)

mischiato a frammenti solidi che sono ciottoli di polvere e rocce in dimensione tra millimetri e centimetri

Ice-VIIt, un nuovo tipo di ghiaccio caratterizzato dalla cristallizzazione tetragonale

CO – monossido di carbonio

CO2 – anidride carbonica o diossido di carbonio

P-O – monossido di fosforo

“È il componente chiave nel mistero dell’origine della vita, essenziale per la vita come la conosciamo. Stelle giganti con i loro flussi gassosi aprono cavità nelle nubi interstellari, e proprio su queste cavità si formano molecole che contengono monossido di fosforo, grazie all’azione combinata delle onde d’urto e della radiazione emessa. Quando la nube collassa per formare una stella, magari una non particolarmente massiccia, come il Sole, il monossido di fosforo può ghiacciare e restare intrappolato nei grani di polvere intorno alla stella, e TALI GRANI SI UNISCONO A CREARE CIOTTOLI, ROCCE E INFINE COMETE, che diventano così vettori del monossido di fosforo (P-O è l’unica molecola nota in natura in cui è presente il legame fosforo-ossigeno, intermedio fondamentale per la sintesi delle catene di composti fosforati che tengono assieme le basi nucleiche del DNA: senza fosforo niente DNA)

“Il viaggio del Fosforo a cavallo di una cometa”, di Media Inaf Tv
Monossido di Fosforo, individuato sulla cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko

metano

ammoniaca

cianogeno

Un cianuro formato da carbonio e azoto, nella prima immagine “radicale cianuro CN”, nella seconda “cianogeno NCCN”.

Polvere, piccoli frammenti solidi e ciottoli
(polveri di sodio, magnesio, ferro aggregate)

fotogramma dal video ESA su Vimeo, cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, credit ESAingrandisci, enlarge

metanolo
(alcol metilico o spirito di legno)

acido cianidrico

formaldeide

etanolo

etano

forse anche lunghe catene di idrocarburi e amminoacidi

  • 67/P contiene, in base ai dati della sonda Rosetta: ossigeno, molecole organiche, gas nobili e acqua ‘pesante’ o deuterata diversa da quella presente sulla Terra

Metalli pesanti

I metalli pesanti, che in forma solida di solito non “sublimano” (non diventano gassosi) a basse temperature, esistono nell’interno polveroso e roccioso delle comete, ma non dovrebbero trovarsi nell’atmosfera delle comete fredde che viaggiano lontano dal Sole: invece sorpresa, eccoli là, vapori di Nichel e Ferro sono stati ora rilevati in tutto il Sistema Solare, persino nelle comete osservate a più di 480 milioni di chilometri dal Sole, più di tre volte la distanza Terra-Sole (3 AU).

scoperte di due ricerche separate condotte da un’equipe belga con dati del VLT (Very Large Telescope) e dell’ESO (European Southern Observatory) e da una polacca con i dati ESO, articolo ESO di maggio 2021

CONSEGUENTE IPOTESI sull’importanza delle comete per la formazione della vita sulla Terra: SPARGI-VITA

“La sonda Rosetta si è trovata avvolta nel materiale che sublimava dalla cometa 67P/Chury e ha trovato tutte le sostanze che possono derivare dalla sublimazione di cinque diversi sali di ammoniaca… Si sa che l’azoto (atomo necessario per costruire molecole biologiche come le basi del DNA e RNA) si combina facilmente con vari acidi, e a basse temperature come nello spazio o nei ghiacci delle comete forma sali ammoniacali
Un numero enorme di comete è caduto nei primi miliardi di anni di vita della Terra, in un periodo denominato

“Grande Bombardamento Iniziale”,
e può aver portato molte sostanze che unendosi tra loro nei mari primordiali possono aver generato le prime forme di vita terrestri.” Le comete potrebbero quindi avere portato sulla Terra in tempi antichi tutta l’acqua degli oceani ed anche gli amminoacidi che potrebbero aver innescato la nascita della vita.

“Comete, sali ammoniacali e l’origine della vita”, di Giuseppe Galletta

“Fossili” – “Capsule del tempo”

“Tracce di composti organici formati da catene di atomi di carbonio C e idrogeno H (composti alla base della vita) sono presenti nel mezzo interstellare e sono presenti in alcune meteoriti ritrovate sulla Terra. Tali composti organici nello spazio interstellare potrebbero essere stati catturati nella nube primordiale da cui si è generato il Sistema Solare e poi essere rimasti intrappolati nelle regioni più fredde e periferiche in asteroidi e comete, oggetti considerati “fossili” o “capsule del tempo” in quanto inalterati nel tempo e negli impatti sui pianeti, messaggeri portatori del materiale organico alla base della vita, lunghe molecole organiche

“Comete come autobus della vita”, di Maura Sandri Media Inaf
se molecole organiche complesse, come gli amminoacidi, arricchiscono comete e meteoroidi di origine cometaria, gli sciami meteorici potrebbero aver portato l’acqua e materiali organici complessi su quella che era la Terra primordiale. Credits infografica: Kyoto Sangyo University

Gli 8 pianeti hanno tutti le orbite sull’eclittica

L’enorme nube che diede origine al Sistema Solare si schiacciò in un disco con al centro il Sole nascente; è a causa di questa forma a disco che i pianeti oggi hanno orbite tutte allineate su un piano (eclittica) ed è per la rotazione del disco che i pianeti oggi orbitano tutti nello stesso senso.

Le comete sono considerate “fossili”

Oggetti grandi come i pianeti hanno trasformato i loro minerali a causa dell’enorme lavoro di calore-pressione-acqua, ma tra gli oggetti più “piccoli” ci sono alcuni asteroidi e alcune comete che sono ritenute “fossili” perché non hanno mai trasformato le sostanze di cui sono composte, ed è per questo che sono scrigni preziosi contenenti informazioni sugli inizi di tutto il Sistema Solare.

fotomontaggio con la Grande Cometa 1P/Halley fotografata dalla sonda Giotto nel 1986, credit ESA/Giotto – ingrandisci, enlarge

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COME VENGONO CLASSIFICATE

In base al periodo orbitale = l’intervallo che impiegano per compiere un’intera orbita attorno al Sole (eliocentrica):

– “A CORTO PERIODO”
fino a 200 anni

Ulteriormente suddivise in:

comete tipo Halley
20 – 200 anni (semiasse 7,4 – 34,2 AU)

comete famiglia di Giove
meno di 20 anni (Jupiter Family Comets JFC)

Il 60% delle comete periodiche
ha un periodo orbitale di 5-6 anni

Cometa 4P/Faye: cometa periodica di breve periodo del gruppo dinamico di Giove. “Si ritiene che prima della sua scoperta ufficiale la cometa avesse un’orbita che la manteneva più lontana dal Sole, e che grazie alla perturbazione causata da Giove nel 1841, sia stata spostata in una traiettoria che l’ha maggiormente avvicinata sia al Sole, sia alla Terra.” Periodo orbitale attuale di circa 7,4 anni; scatto del 29/11/2021, credit Maurizio B. Feraboli (fonte “La cometa 4P/Faye della famiglia di Giove”. By Giovanni Donati – INSA) ingrandisci, enlarge

– “A LUNGO PERIODO”
oltre i 200 anni (come la Hale-Bopp)

La scelta convenzionale della soglia dei 200 anni perché solo per le comete con periodo orbitale inferiore a 200 anni si può sperare di trovare un precedente passaggio al perielio ben osservato e documentato in qualche antico archivio.

Le comete di lungo periodo invece
si allontanano con tempi cosmici,
orbite che durano
dai 2 secoli ai 10 milioni di anni!

cometa C/2020 F3 Neowise, cometa “retrograda”, cioè che ha un moto contrario al moto di rivoluzione atteso. L’afelio cade a più di 700 Unità Astronomiche dal Sole, quasi 18 volte la distanza di Plutone dalla nostra stella! Prima di quest’ultima visita nel 2020, era passata l’ultima volta vicino a noi circa 4.500 anni fa (più o meno all’epoca in cui si costruivano le piramidi in Egitto!). Ora il periodo orbitale passerà a 6.800 anni. Foto del 19/07/2020, con la fortunata coincidenza di un transito della Base Spaziale Internazionale ISS, credits Ciro Russo a Marina di Lesina, Puglia – ingrandisci, enlarge

A volte hanno lune al sèguito
…ma solo fino al primo perielio

  • Le comete “di lungo periodo” sono solitamente corpi cometari con massa e dimensioni veramente considerevoli e di conseguenza altissima energia potenziale
  • nello sfrecciare verso il Sistema Solare interno per la prima volta, risultano a volte possedere anche delle LUNE che vengono poi “strappate” dall’attrazione esercitata dalla marea solare, una volta che la cometa compie il suo perielio attorno al Sole (la cometa Hale Bopp, 70 km di diametro, perse la sua “compagna” di 30 km diametro in questo modo; la luna rimase vincolata definitivamente attorno al sole)
La Grande Cometa C/1995 O1 Hale-Bopp, foto di aprile 1997 dal quartiere San Pio di Lecce, credit Giuseppe J. Donatielloingrandisci, enlarge

NOMENCLATURA ASTRONOMICA
in breve

P/
cometa periodica

È davvero impressionante riflettere sul concetto che “molte apparizioni nel passato e addirittura nell’antichità possono appartenere alla stessa cometa!”

“Detriti” del Sistema Solare, Marjorie Stokes
  • con periodo orbitale < 200 anni (periodiche di “corto periodo”)
  • oppure osservata almeno 2 volte nel suo passaggio al perielio
    (quindi anche periodiche di “lungo periodo” > 200 anni:
    153P/Ikeya-Zhang con 364 anni
    McNaught-Russell con oltre 1400 anni
    Ikeya con circa 900 anni
    Tebbutt 1 con circa 400)
  • oppure qualsiasi cometa dotata di periodicità
    (anche se > di 200 anni, di “lungo periodo”)

C/
cometa non periodica

  • Paraboliche, Iperboliche, Interstellari
  • anche ellittiche ma con periodi superiori ai 200 anni e delle quali non siano stati osservati almeno 2 passaggi al perielio
cometa non periodica C/2023 P1/Nishimura, giro orbitale in 437 anni, credit Alessandra Masi da Crissin, Cadore, ore 04:20 am – ingrandisci, enlarge

D/
cometa disintegrata o “persa”

Alcune comete inizialmente scoperte, ora non sono più osservabili perché:

  • non ci sono dati ed osservazioni abbastanza precisi per calcolarne l’orbita
  • la cometa è estinta (ha esaurito il materiale ed è ora un piccolo scuro inerte pezzo di roccia)
  • si è disintegrata
  • è entrata in collisione con un altro oggetto (es. Giove)
  • è stata espulsa nell’incontro con Giove

“Le Comete perdute (comete periodiche disgregate, non recuperate o impattate). By INSA”

X/
cometa di cui non è calcolata un’orbita precisa

  • vedi comete storiche

La Grande Cometa Donati fu una delle più belle mai osservate e una delle più brillanti del 1800 (XIX secolo), grazie alla sua eccellente visibilità nei cieli scuri per gli spettatori dell’emisfero settentrionale, in particolare in Europa, e per il bel tempo a settembre e ottobre. Provocò forte impressione su artisti ma anche sul pubblico in generale, e contribuì a coltivare un entusiasmo generale per l’astronomia tra il pubblico, mentre il precedente periodo aveva dilagato un’atmosfera di isteria generale.

Le Grandi Comete Storiche cap. 1/A: dall’antichità fino alla nascita di Cristo. By Donati & Andreotti – INSA; La Grande Cometa Donati, il grande evento astronomico del XIX secolo. By Giovanni Donati – INSA

A/
asteroide identificato erroneamente come cometa

Oggetto TransNettuniano A/2019 T1, 14/06/2021, credit Taras Prystavki

DA “QUANDO” VENGONO

4,6 miliardi di anni fa, quando il Sistema Solare nasceva da un’enorme nube di gas e polveri interstellari, si formarono anche questi residui della nube protoplanetaria, le comete.

“Formate dall’aggregazione di ghiaccio, polveri e ciottoli, dove agglomerati di polvere non vengono distrutti ma si combinano in un corpo più grande, con un’attrazione gravitazionale ancora maggiore

“Chury svela i meccanismi di formazione dei pianeti”, di Barbara Bubbi, Universo Astronomia

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DA DOVE VENGONO

Vennero scagliate via dal disco solare in formazione spinti dal movimento dei giganti gassosi Giove e Saturno (anche Nettuno e Urano), in due “parcheggi” o “serbatoi” a distanze molto diverse.

La CINTURA DI KUIPER

  • oltre l’orbita di Nettuno (per 1000 AU verso i confini del Sistema Solare), da provengono probabilmente le comete “a breve periodo” della famiglia di Giove (Jfc)

La NUBE DI OORT

  • a circa 50.000 AU dal Sole, che avvolge tutto il Sistema Solare come una sfera (50.000 AU = 7.500 miliardi di km), da provengono invece le comete “di lungo periodo”. Probabilmente miliardi di nuclei seguirebbero orbite casuali, materia interstellare provvisoriamente “parcheggiata” in questa specie di “serbatoio” la cui massa totale non arriverebbe a quella della Terra

Le comete “di lungo periodo”
con rarissime eccezioni
fanno avanti e indietro dalla nube di Oort

lo SPAZIO PROFONDO

  • da dove provengono le comete cosiddette “aliene”, “interstellari”, che hanno orbite paraboliche o iperboliche e quindi faranno visita al nostro Sistema Solare interno solo una singola volta
nell’infografica ho inserito a titolo semplicemente indicativo la cometa intestellare 2I/Borisov (C/2013Q4I)ingrandisci, enlarge

PRIMA DI VENIRE PERTURBATE
cosa fanno

Probabilmente orbitano tutte assieme in immense nuvole, come si direbbe oggi dormienti e solitarie

Fascia di Kuiper e Nube di Oort

Si pensa infatti che le comete siano immagazzinate in queste vaste nuvole ai suoi bordi esterni prima di iniziare il loro viaggio verso l’interno: ma non pensare alle nostre “classiche nuvole”, tu non hai la più pallida idea, nello spazio cosmico possono essere vaste anni luce, cioè centinaia di Sistemi Solari…

COSA PUO’ AVERNE PERTURBATO L’ORBITA

  • nella nube di Oort, probabilmente una stella di passaggio oppure una nube molecolare che il Sistema Solare attraversa (sì perché ricorda che tutto è in movimento, anche il Sistema Solare insieme alla galassia)
  • nella fascia di Kuiper, sono proprio i giganti gassosi soprattutto Saturno e Giove (ma anche Urano e Nettuno fanno la loro parte) a disturbare le loro orbite, attirandole e trascinandole verso il Sole
Congiunzione di Giove e Saturno del 21/12/2020. Giove si muove più velocemente di Saturno, essendo più interno, e lo “raggiunge” in cielo e supera ogni 20 anni circa. Anche se prospetticamente ti sembrano “vicini”, non farti ingannare: i due giganti gassosi distano tra loro ben 733 milioni di km (non proprio uno scherzo, quasi 5 volte la distanza Sole-Terra): dalla Terra Giove dista 886 milioni di km, Saturno invece 1.619 km. Credits Oswaldo Felipe Royoingrandisci, enlarge

Infatti in genere le comete arrivano dalla parte più vicina a loro. A volte sono anche collisioni tra altre comete e asteroidi a perturbare l’orbita (infatti molti gruppi di comete come ad esempio le comete radenti di Kreutz, si sono formati dalla rottura di un’unica grande cometa). Ragiona comunque sul fatto che là fuori le velocità orbitali sono nell’ordine di diverse decine di migliaia di km/h, per cui qualsiasi scontro non provoca piccoli danni ma scontri colossali e velocità ancora maggiori.

Sistema Solare esterno visto dalla Fascia di Kuiper, distanze e dimensioni non sono in scala ma unicamente a scopo esemplificativo

il GATEWAY
dal Sistema Solare esterno (Outer), come entrano da noi, nel Sistema Solare interno (Inner)

È stato scoperto questo “varco orbitale”, detto GATEWAY, che fa passare le comete dall’orbita di Giove verso il Sistema Solare interno.

infografica a titolo puramente spiritoso

I centauri che attraversano questa regione, chiamata gateway, rappresentano la sorgente di oltre i 2/3 di tutte le comete della famiglia di Giove, rendendo quella zona il varco principale attraverso il quale vengono prodotte queste comete. La regione non trattiene gli oggetti per molto tempo, ma solo poche migliaia di anni.”

“The Astrophysical Journal Letters”, un team guidato da Gal Sarid dell’Università della Florida e Maria Womack, co-autrice studio

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COME SI MUOVONO
a differenza dei pianeti

  • hanno orbite molto allungate ed eccentriche
    (significa che le ellissi non sono per niente circolari, come invece i pianeti, e quindi il passaggio in prossimità del Sole – perielio – è molto veloce perché la velocità aumenta; mentre nel viaggio verso l’afelio – la velocità diminuisce e quindi è talmente lungo che occorrono decine, centinaia o anche migliaia o milioni di anni prima che ritornino: la differenza di distanza tra afelio e perielio oltre Plutone, è enorme)
La Grande Cometa 1P/Halley, la più famosa e brillante delle comete periodiche provenienti dalla Fascia di Kuiper. Nota la velocità durante l’orbita, come rallenta allontanandosi dal Sole e invece accelera avvicinandosi; periodo orbitale circa 76 anni, chiamata anche “la Cometa di una vita” – Credits: Tom Ruen (CC BY–SA 4.0) via Wikimedia Commons

Fonte Cometografia INSA – “Le Comete Periodiche Capitolo 1: da 1P a 6P – by INSA

  • l’inclinazione sull’eclittica è assai varia
    visto il Sistema Solare di taglio – se solo potessimo – i pianeti orbitano quasi allineati mentre le orbite cometarie sono casuali, inclinate in tutte le angolazioni…
La Grande Cometa 1P/Halley, la famosa cometa di Halley, afelio a 35 Unità Astronomiche il 9 febbraio 2024, orbita lunga in totale circa 76 anni, tornerà da noi nel 2061. Come puoi vedere il piano dell’orbita è inclinato di 18° sull’eclittica – ingrandisci, enlarge

… addirittura anche perpendicolarmente…

cometa C/2024 B1 (Lemmon), le righe al di sotto dell’orbita indicano quando questa è al di sopra dell’eclittica – Comunicato Cometografia INSA

… perché la nube di Oort, come hai visto, è tutt’intorno al Sistema Solare come una sfera.

orbita della mega-cometa C/2014_UN271_Berardinelli-Bernstein, quasi perpendicolare all’eclittica (Cosmo di Giuseppe Donatiello)

CHE TIPI DI ORBITE HANNO

ellittiche

le comete periodiche girano con regolarità attorno al Sole, anche se le orbite non sono per forza stabili e il periodo orbitale può durare da pochi anni fino anche a millenni

paraboliche

le comete su queste orbite passano una sola volta nei dintorni del Sole per poi allontanarsene definitivamente

iperboliche

le comete su queste orbite passano una sola volta nei dintorni del Sole per poi allontanarsene definitivamente

Cosa significa che le orbite delle comete
“NON SONO PER FORZA STABILI“?

La stabilità dell’orbita di una cometa può essere influenzata da passaggi ravvicinati ai pianeti giganti (Giove, Saturno) e al Sole stesso…

Giove e Saturno insieme in splendido fotomontaggio, scatti dello stesso giorno 04/09/2020, credits Rossana Miani & Enrico Rossana – ingrandisci, enlarge

… che con la loro forza gravitazionale possono causare:

Accorciamento orbita

  • cambiamento e accorciamento dell’orbita della cometa il cui afelio viene improvvisamente a trovarsi vicino al pianeta

L’orbita della cometa 16P/Brooks2, prima e dopo l’incontro con Giove nel 1886. La cometa si è poi frammentata.

Espulsione cometa

  • addirittura la trasformazione dell’orbita da ellittica a parabolica con la cometa che viene sparata via per sempre
Giove lancia lontano la cometa come fosse un martello

Cattura cometa

  • anche al contrario trasformazione dell’orbita da iperbolica ad ellittica di comete extra-solari che vengono così “catturate” dal Sistema Solare
Giove rallenta e cattura una cometa extrasolare o interstellare che piombava nel Sistema Solare interno a tutta velocità

Distruzione e frammentazione cometa

  • oppure anche la cattura e distruzione della cometa, spezzettandola in più frammenti in rotta di collisione con le enormi atmosfere gassose
Gli appassionati di Star Wars (Guerre Stellari) riconosceranno Darth Vader che usa la Forza per distruggere la cometa, sussurrando con voce profonda e persuasiva la famosa frase “non sopporto la tua mancanza di coesione“: tradotto, l’enorme forza di attrazione gravitazionale del gigante Giove può portare alla distruzione e frammentazione di una cometa, se essa orbitando troppo vicino al gigante gassoso supera il cosiddetto “limite di Roche”, oltre il quale purtroppo non riesce a restare integra. Nell’infografica ho usato la famosissima cometa Shoemaker-Levy 9 che nel luglio 1994 diede grande spettacolo con quei numerosi frammenti che impattarono con l’atmosfera del gigante sprigionando energie impressionanti e creando ferite vistose.

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SOGGETTE A DIROTTAMENTO,
IN BALIA DEI GIGANTI GASSOSI
Oh potenti Giove e Saturno!

Tipicamente, una cometa che raggiunga una particolare vicinanza con i giganti gassosi Giove o Saturno è destinata a subire una notevole variazione dell’orbita (sempre che non venga spezzettata e distrutta come è già successo), ma questo può succedere in due modi:

– il gigante accelera la cometa che diventa da ellittica a parabolica o iperbolica e ne devia l’orbita in modo da spararla definitivamente fuori dal Sistema Solare

credit NASA – Hubble

– il gigante rallenta la cometa interstellare che piomba da noi con orbita iperbolica, catturandola e trasformandola in ellittica

credit NASA – Hubble

Quindi le orbite sono soggette alle influenze gravitazionali dei pianeti che avvicinano, Giove e Saturno (ma anche Urano e Nettuno contribuiscono) possono:
– attirarle
– deviarle
– rilanciarle via
– farle diventare nuove residenti nel Sistema

FRAGILI, FRAGILI, FRAGILI
e SPERICOLATE
“perle di una collana”

Comprendi quindi che orbitare troppo vicino ai giganti gassosi mi porta a definire alcune comete anche “spericolate” perché possono a volte anche essere spezzettate e distrutte: l’enorme forza di attrazione gravitazionale del gigante Giove può portare un oggetto tanto fragile alla distruzione e frammentazione (come ricorda appunto Darth Vader, se conosci Guerre Stellari)…

… se esso, orbitando troppo vicino al gigante gassoso, supera il cosiddetto “limite di Roche”, oltre il quale purtroppo non riesce a restare integro ma viene letteralmente sgretolato, essendo poco coeso e molto fragile (esiste tuttavia una possibilità di sopravvivenza, se le dimensioni sono sufficientemente piccole per cui le forze interne tra le rocce impediscono la frammentazione, vedi cometa C/2011 W3 Lovejoy, radente della famiglia Sungrazing, che a differenza della C/2012 S1 ISON ha resistito).

la distanza minima dal centro di un pianeta (o di una stella) al di sotto della quale un satellite (o un pianeta) si può frammentare per effetto delle forze interne dovute al gradiente” gravitazionale

In questo caso la cometa viene frammentata in diversi pezzi più piccoli…

la “collana di perle” della cometa Shoemaker-Levy 9, credit NASA-Hubble

… e a quel punto i frammenti precipitano e si tuffano nel gigante mostrando uno spettacolo impressionante, di quelli che non si scordano più“come perle di una collana”…

la “collana di perle” della cometa Shoemaker-Levy 9, credit NASA – Hubbleingrandisci, enlarge

Ormai avendola menzionata, ricordo la famosissima cometa Shoemaker-Levy 9 che si è disintegrata impattando con Giove, prima frammentazione nel luglio del 1992: i frammenti hanno continuato a colpire il pianeta fino al 22/07/1994 (fotogrammi dal video Media Inaf “Venticinque anni fa l’impatto della cometa Shoemaker-Levy su Giove”).

Il 16 luglio 1994 il Gran Finale, sgretolata in 21 frammenti al secondo passaggio troppo ravvicinato con Giove, in rotta di collisione a oltre 60 km/s. Evento previsto con mesi di anticipo e di conseguenza seguito da tutto il mondo scientifico e non solo.

dal video Media Inaf “Venticinque anni fa l’impatto della cometa Shoemaker-Levy su Giove”

“Alle ore 20:13 UTC del 16 luglio 1994 il primo dei frammenti colpi Giove generando una quantità di energia inimmaginabile, la temperatura superò i 24.000°C (43.232° F) e gli effetti sull’atmosfera si propagarono per oltre 6.000 km (metà del diametro del nostro pianeta!) lasciando tutti nella comunità scientifica, e non solo quella, letteralmente attoniti ed esterefatti. Uno alla volta, nei giorni successivi, tutti i frammenti diedero vita a questo eccezionale “spettacolo pirotecnico”, il solo frammento più grande liberò diverse centinaia di volte più energia di tutto l’arsenale nucleare mondiale e generò una lesione sulle nubi gioviane grande quanto l’intera Terra!”

Dario Orizio
i punti di impatto della “collana di perle” della cometa Shoemaker-Levy 9, dove si è sprigionata una spaventosa energia, credit NASA/HST Hubble Space Telescope

Ecco un comodo riepilogo dell’avvenimento.

FAMIGLIA “SUNGRAZING
fortemente spericolate

Oggetti che hanno le seguenti caratteristiche per cui è messa seriamente in dubbio l’integrità del nucleo al perielio, se la rischiano proprio grossa:

  • presentano una grande quantità di sostanze volatili
  • hanno una struttura meno compatta delle altre comete
  • descrivono orbite molto strette e ravvicinate al Sole, entro 3 raggi solari dalla superficie

La cometa C/2012 S1 ISON poteva diventare la cometa di Natale 2023 ed Epifania 2024 e invece non ce l’ha fatta e si è disintegrata, completamente o in massima parte, fonte Società Astronomica Italiana SAI, cortesia ESA/NASA/SOHO/SDO/GSFC

La cometa C/2011 W3 Lovejoy, scoperta nel 2011 dall’astrofilo Terry Lovejoy, aveva invece superato il perielio, forse perché non provenendo dalla nube di Oort si è rinforzata con due passaggi al Sole acquisendo una crosta più dura e coriacea. Fu avvistata e immortalata anche dalla Base Spaziale Internazionale ISS, ma ad occhio nudo risultò poco visibile perché troppo vicina al Sole.

notare la stratificazione atmosferica, credit NASA / ESA / CSA / Dan Burbankingrandisci, enlarge

VELOCITA’
non male per dei giganti

Ovviamente la velocità varia molto in base al punto dell’orbita in cui si trovano, verso l’afelio (punto più lontano dal Sole) rallentano, verso il perielio (punto più vicino al Sole) aumentano, a meno che non siano iperboliche o interstellari.

  • una media di circa 20 km/s (72.000 km/h)
  • al perielio raggiungono più di 40 km/s, ma possono arrivare a superare anche i 100 km/s (144.000 km/h, 360.000 km/h)
Cometa C/2019 Y4 ATLAS – “l’ultima volta che era passata al perielio è stato nel quarto millennio a.C., iniziava l’età del bronzo, veniva inventata la scrittura e fiorivano le prime grandi città-stato; sulla Terra c’erano solo una decina di milioni di uomini e donne“. Periodo orbitale di 5.475,96 anni. Passata al perielio il 30/05/2020. Riprese di Matthijs Burgmeijer, MMBurgmeijerOsservatorio Sideralmente

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CORPI ASTRONOMICI DINAMICI

Le comete sono oggetti complessi, dinamici ed imprevedibili, come vedrai: la struttura del nucleo ha una “evoluzione dinamica stagionale”, soprattutto quando sopraggiunge nell’area di interazione col Sole (reagisce a radiazione e vento solari), e subisce non solo “forze gravitazionali”, come detto, ma anche “forze non gravitazionali”. Considera e ricorda, inoltre, che in tutta questa complessa dinamica di eventi, il nucleo della cometa ha un continuo movimento di rotazione sul suo asse che costituisce da se una ulteriore variabile per le forze che sono in gioco, interne ed esterne.

QUANDO ATTRAVERSANO
IL SISTEMA SOLARE ESTERNO

Le comete come detto sono costituite in prevalenza da materiali volatili, acqua, gas, rocce e frammenti solidi come ciottoli di polvere, il tutto congelato insieme. Il nucleo è quindi un blocco di ghiaccio amorfo sporco con la superficie rivestita da uno strato di materiale fuligginoso.

Struttura porosa della 67P/Churyumov-Gerasimenko, in superficie senza ghiaccio, sotto la superficie miscela di polvere e ghiaccio

Mentre la cometa è ancora lontana e si sta avvicinando al Sole, la crosta scura facilita l’assorbimento della luce solare e ben presto anche il ghiaccio sotto la superficie inizia ad avvertire il calore. Quando i ghiacci d’acqua e di altri composti chimici sublimano e si trasformano in vapore acqueo e in altri gas (“sublimare” significa che nel vuoto cosmico il ghiaccio passa direttamente da solido a gas, non esiste lo stato liquido), si fanno strada verso la superficie, e trovati punti deboli, fuoriescono sotto forma di getti aprendo nuove fessurazioni.

tradotto per gli amici stranieri: in alto a destra “particelle di varia natura” – in alto al centro “vapore e getti di polvere” – in alto a sinistra “crosta” – all’interno a destra in basso “ghiaccio”

Le comete (quando inattive) sono tra gli oggetti più scuri del Sistema Solare, con una percentuale di assorbimento del 96%

AVVICINANDOSI AL SOLE,
inizia la magia di chioma e code

Mano a mano che il nucleo si avvicina alla nostra stella (ma considera che l’evoluzione che ora ti spiego avviene in modo molto graduale, non all’improvviso…) il calore irradiato dalla radiazione solare riscalda i materiali volatili facendoli sublimare in vapore e, complice anche il degassamento già in corso, la superficie inizia a sublimare e a ionizzarsi (generazione di ioni con l’aggiunta o sottrazione di elettroni) e le polveri si disperdono. I gas e i frammenti solidi (polvere) che erano mischiati insieme sono ora liberi, non più bloccati nel ghiaccio, e quindi avvolgono il nucleo formando un’enorme rarefatta atmosfera (detta CHIOMA o COMA) e proteggendolo dai raggi solari.

cometa 12P/Pons-Brooks transita con sullo sfondo a sinistra la stella Vega a 25 LY, fotografia del 12/12/2023 credits Dan Bartlettingrandisci, enlarge

Questo alone avvolge e nasconde al suo centro completamente il nucleo, ma è così rarefatto che fuori dal centro si vedono attraverso le stelle, e può avere un diametro di più di 1 milione di km (3 volte la distanza Terra-Luna), parte di esso invisibile ad occhio umano.

cometa 103P/Hartley, transita prospetticamente “sotto” la Nebulosa Ngc281, fotografia del 02/10/2010, credit Rolando Ligustriingrandisci, enlarge

UNA NOTA… DI COLORE VERDE

Non tutte le comete assumono il colore verde, è solo uno dei tanti fenomeni che decidono il loro aspetto, dipende infatti da una combinazione di fattori:
– composizione cometa
– variabilità intrinseca cometa
– energia solare

Cometa C/2021 A1 Leonard, 9/12/2021 credit Dario Orizioingrandisci, enlarge

I gas rilasciati
(ad esempio Carbonio C e monossido di carbonio CO)
reagiscono tra loro formando altre molecole
(in questo caso C2 diatomico di carbonio, che si crea solo nell’interazione, non esisteva prima sulla cometa)
e con altri elementi dello spazio attorno
(entra in gioco la radiazione solare ultravioletta che eccita il C2).

C/2022 E3 ZTF “di Neanderthal”, 11/02/2023 con galassia UGC3165, credit Cristina Cellini & Fiorenzo Mazzottiingrandisci, enlarge

Quando gli elettroni eccitati di C2 ritornano al livello di base, emettono radiazione luminosa in bande specifiche dette di Swan (lunghezze d’onda tra 470 e 563,5 nm associate al colore ciano-verde). L’emissione può essere più o meno intensa, ma può anche non avvenire, se non si forma abbastanza C2.

Note sul colore verde, di Daria Guidetti in un post su Facebook

C/2022 E3 ZTF “di Neanderthal”, 11/02/2023 nel suo passaggio accanto all’ammasso globulare Pal2 in alto a destra, alla nebulosa a riflessione VdB31 e le nebulose scure B26-27-28 a sinistra, e alla nebulosa a riflessione VdB29 in basso a destra, credit Cristina Cellini & Fiorenzo Mazzottiingrandisci, enlarge

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CODE DIVERSE
si formano con
MECCANISMI DIVERSI

Ad un certo momento il nucleo si avvicina sempre più alla sfera d’azione di vento e radiazione solari e di conseguenza si formano le famose code rispettivamente di ioni e di polveri. Ora vedrai come i protagonisti di questa complessa azione entrano in gioco:
la pressione di radiazione
i raggi ultravioletti
il vento solare

Crediti immagine di sinistra, cometa 144P/Kushida Rolando Ligustri (mia infografica)

Coda di IONI
plasma

Il bello delle code di Ioni è che
sono “vive”,
cambiano di giorno in giorno

e di ora in ora!!!

  • I gas contenuti nella “chioma” vengono ionizzati dalla radiazione solare, i raggi UV, e quindi, perdendo i loro elettroni, si trasformano in plasma
  • il vento solare (flusso continuo di plasma = particelle ionizzate) è plasma, cioè gas ionizzato, e quindi interagisce con questo altro plasma cometario che trova sulla chioma spingendolo nella stessa direzione in cui sta “soffiando”

Crediti immagine di sinistra, cometa 144P/Kushida Rolando Ligustri; immagine di destra, cometa C/2020 F3 Neowise Giacomo Venturin (mia infografica)

  • in questo modo si forma la “coda di ioni”, una coda costituita di materiali molto evanescenti e molto leggera, dovuta all’interazione elettromagnetica tra le particelle cariche del vento solare e gli ioni della chioma, con queste caratteristiche:
    è BLU
    – DRITTA sempre in direzione antisolare
  • quindi nel caso della coda di IONI, la radiazione solare trasforma il gas in plasma, ma è il vento solare a “soffiare” via il plasma in direzione antisolare (e infatti a volte avvengono “episodi di DISCONNESSIONE”, dove il vento solare è talmente violento da “strappare” via tale coda come fosse quella di una lucertola)
La sonda “Solar TErrestrial RElations Observatory” (STEREO) mostra chiaramente la profonda interazione tra l’attività della cometa non periodica C/2023 P1 Nishimura e il vento solare: verso la fine del filmato puoi notare l’effetto prodotto da un’espulsione di massa coronale CMR e la coda di ioni dell’astro chiomato, che viene proprio “strappata via” anche se poi si riforma.

Il 20/04/2007 la sonda STEREO ha documentato un evento di disconnessione della coda della cometa periodica 2P/Encke causato da una eruzione solare. La cometa periodica di breve periodo, con un nucleo di 4,8 km, è una tra le più studiate poiché ha un periodo orbitale molto breve (3,3 anni) e la vicinanza e il tipo di orbita permettono con le giuste attrezzature di seguirla per tutto l’anno, tranne quando è troppo vicina al Sole. Subisce una eccessiva perdita di massa poiché ha la particolarità di sublimare lungo tutta l’orbita, dall’afelio al perielio, e questo significa che durerà solo circa 120 passaggi cometari dalla scoperta (1786) e quindi probabilmente esaurirà tutto il materiale verso il 2060 per diventare un semplice asteroide come (3552) Don Chisciotte.

LE COMETE PERIODICHE CAPITOLO 1: da 1P a 6P by INSA

  • quando vedi la coda di IONI, se la prolunghi con una linea immaginaria in avanti oltre la cometa, hai la garanzia di arrivare esattamente al Sole, questo invece non è possibile con la coda di polveri visto che si inarca subito

Coda di POLVERI
Dusty plasma

  • le polveri invece, frammenti da millimetri a centimetri, sono soggette:
    – alla gravità del Sole
    – e alla pressione della radiazione solare (una piccolissima pressione che i fotoni esercitano sulle particelle, e che diminuisce col quadrato della distanza dal Sole)
  • la radiazione solare (il fotone) opera una vera e propria spinta meccanica (pressione) sulle particelle di polveri che però hanno dimensioni diverse: quelle più grandi fanno più resistenza e restano più vicine alla chioma, mentre quelle più leggere vengono sparate molto molto più lontano

Crediti immagini, cometa C/2020 F3 Neowise Giacomo Venturin (mia infografica)

  • le polveri vengono espulse in direzione opposta al Sole, ma per la conservazione del momento angolare perdono velocità a mano a mano che aumenta la distanza dal Sole, ricadendo anch’esse lungo l’orbita, restano indietro rispetto al nucleo e la coda assume la tipica forma arcuata ricurva
fotogramma dal video “La scienza in corso di Rosetta”, ESA
  • come risultato si forma la coda di polveri, con queste caratteristiche:
    è GIALLASTRA
    ARCUATA verso l’orbita, che è in definitiva quella che rende famosa la cometa
  • La coda di polveri può anche raggiungere centinaia di milioni di km, vale a dire più della distanza Terra-Sole, l’Unità Astronomica!
  • La coda di polveri è spesso visibile ad occhio nudo, anche se considera che la puoi vedere solo grazie alle enormi inimmaginabili dimensioni

Ringrazio per la breve ma preziosa consulenza sui differenti meccanismi di formazione delle code il dott. Albino Carbognani, blog Asteroidi e dintorni.

“AVVICINARSI” al Sole
è un termine molto generico …

meno di 3
Unità Astronomiche (AU)

  • il ghiaccio d’acqua H2O del nucleo della cometa sublima in modo significativo

10
Unità Astronomiche (AU)

  • sublima il ghiaccio di CO2 anidride carbonica o biossido di carbonio

25
Unità Astronomiche (AU)

  • sublima il ghiaccio di CO monossido di carbonio
in rosso le distanze in Unità Astronomiche, e le tre fasce in cui iniziano le sublimazioni dei ghiacci di H2O (Linea della Neve), CO2 e CO – ingrandisci, enlarge

“Sono state osservate comete già attive a 20 UA (grazie ai ghiacci esotici CO e CO2 che sublimano molto più lontano della linea della neve), che è grosso modo l’orbita di Urano”

“L’orbita della ZTF e delle altre comete: come le studiamo?” Luca Nardi con Albino Carbognani (INAF-OAS Bologna)

K2
la cometa attiva più lontana mai vista

“K2”, che a settembre 2017 mostrava già una chioma visibile ampia oltre 120.000 chilometri nonostante la distanza, era così lontana dal Sole e così gelida (proviene da zone dove la temperatura è di -244° C= -400° F) che l’attività era prodotta dalla sublimazione di altri supervolatili e non dal ghiaccio d’acqua perché questo è solido come una roccia (David Jewitt dell’University of California, Los Angeles)

Giugno 2017 scatto dalla Wide Field Camera 3 di Hubble (NASA, ESA e D. Jewitt – UCLA). Infografica che mostra l’orbita della cometa C/2017 K2 PanSTARRS (K2): Hubble l’ha osservata quando era a 2,5 miliardi di km dal Sole, tra le orbite di Saturno e Urano. L’orbita più esterna che vedi è del pianeta nano Plutone nella fascia di Kuiper (NASA, ESA e A. Feild – STScI).

CODE:
2 è meglio che una…
… ma in realtà sono 3
… anzi 4 … ma non sempre

Non tutte le comete sviluppano necessariamente tutte le code al passaggio al perielio, dipende dalla composizione e dalla grandezza del nucleo.

nell’ordine, da sinistra a destra: ioni, ferro, sodio, polvere

CODA DI SODIO

Nel 1997 fu Gabriele Cremonese dell’Osservatorio Astronomico di Padova a scoprire la 3^ coda costituita da atomi di Sodio neutro, analizzando le immagini della cometa Hale-Bopp.

La Grande Cometa C/1995 O1 (Hale-Bopp), image courtesy of the Isaac Newton Group of Telescopes, La Palma. Credit: European Hale-Bopp team

CODA DI FERRO

Nel 2006 il satellite per osservazioni solari STEREO evidenzia nella cometa McNaught una debole coda di atomi di Ferro neutri.

FOTO DI TITOLO: La Grande Cometa C/2006 P1 McNaught sopra l’oceano Pacifico, Osservatorio Europeo Paranàl 1, Cile, 01/2007, credit S.Deiries/ESOingrandisci, enlarge

CODE:
occasionalmente e per poco tempo
anche una 5^, corta

Una coda corta, a spiga, che incredibilmente punta in direzione del Sole (anti-tail), risultato della riflessione della luce da parte dei gas della chioma.

cometa C/2022 E3 ZTF, “di Neanderthal”, 2/01/2023, credit Williams Bill, Chiefland Florida – ingrandisci, enlarge

Poi non dire che non ti era stato detto,
che non lo sapevi eh!

Matley

QUANTO DURA LO SPETTACOLO

La splendida vistosa coda, in base ad alcune variabili, può restare visibile:
per alcune settimane
per mesi
addirittura in alcuni casi per più di un anno
finché quindi il nucleo si trova in avvicinamento ed allontanamento all’interno della fascia di interazione con il Sole (il record spetta alla Grande Cometa C/1995 O1 (Hale-Bopp), 18 mesi di permanenza in cielo, un anno e mezzo!).

cometa C/2020 F3 Neowise, bella e sognante fotografia di luglio 2020, credits Bob King e figlia – ingrandisci, enlarge

Magari fosse così semplice, anzi non è per niente scontato, perché:
molte comete non sviluppano le code (a dire il vero la maggioranza, al di là di Giove, non lo fanno)
alcune comete, invece, hanno perso il coma (diventando in apparenza completamente asteroidali)
alcuni asteroidi hanno improvvisamente cominciato a produrre un coma, compresa l’apparizione a sorpresa di una coda

la cometa 311P/PANSTARRS 23 (P/2013 P5) è un in realtà un asteroide attivo della fascia principale: ha sei code cometarie, 6 flussi di materiale espulso dall’asteroide poiché è un riaggregato di macerie di circa 480 metri che ruota così velocemente che il materiale si stacca per l’effetto YORP, fonte articolo di INSA by Andreotti Robertoingrandisci, enlarge

LE COMETE SONO AFFIDABILI?

Dipende su quale conti: le periodiche con un orbita di pochi anni o qualche decennio ritornano puntuali, ci mettono un po’ ma ritornano (sempre che non abbiano un’orbita troppo spericolata); ma se ti affidi a quelle con orbita di parecchi decenni letteralmente “invecchi” nell’attesa… e comunque con loro non puoi mai sapere cosa succede durante il viaggio… (soprattutto con quelle radenti “sungrazing” che si avvicinano tanto al Sole)

LA grande cometa di Halley” (1P/Halley è LA cometa per antonomasia) che passò nel 1986 ora si trova nel punto più lontano della sua orbita (afelio a 35 Unità Astronomiche il 9 febbraio 2024) lunga in totale circa 76 anni, e quindi tornerà da noi nel 2061.

REPLICHE PERIODICHE
fino a consumarsi… letteralmente

A forza di disperdere nello spazio interplanetario gas e polveri ad ogni passaggio vicino al Sole (tramite la chioma/coma e la coda – o code -, a causa dell’effetto combinato di pressione di radiazione e vento solare oltre alle influenze delle attrazioni gravitazionali dei pianeti e delle rotazioni del nucleo stesso), col tempo le comete perdono inevitabilmente metri di diametro e quindi massa.

MA QUANTO MATERIALE ESPELLONO!

Possono perdere fino a 3 tonnellate di gas e polveri al secondo! Questo dimagrimento cosmico ha il suo prezzo, infatti ad ogni passaggio al perielio il nucleo diventa più piccolo, dipende da quanto vicino è stato il passaggio al Sole e da quanto materiale hanno perso.

La Grande Cometa C/1995 O1 (Hale-Bopp), credit Johannes Kepler Observatory

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PAROLE CHIAVE:
variabilità, dinamicità, imprevedibilità

Cambiare aspetto ogni giorno
ogni ora
in modo imprevedibile
in fase di avvicinamento

cometa C/2021 A1 Leonard fotografata il 26 e il 28/12/2021: “cometa di Natale 2021”. Periodo orbitale di 80.000 anni, orbita divenuta iperbolica; 60 milioni di km di coda, nucleo di un solo km. A causa dell’intenso vento solare e di alcune eruzioni di massa coronale la cometa ha “perso” più volte la coda, che poi si è riformata, rendendola più luminosa delle attese, nonostante il piccolo nucleo. credit Michael Jager e Lukas Demetz – Skygems Observatoriesingrandisci, enlarge

ATMOSFERA SULLE COMETE

Durante la fase attiva di avvicinamento al Sole, le comete sviluppano anche una atmosfera transitoria che interagisce con la superficie e contribuisce alla sua evoluzione, in particolare trasportando materiali attraverso la superficie (fotogrammi dai video su Futura e su Vimeo, cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, credit ESA).

Quando il ghiaccio superficiale si esaurisce, la cometa smette di produrre polveri e gas?

In realtà avrai ormai capito che l’attività proviene non solo dalla superficie ma anche dall’interno della cometa, che tra l’altro è sempre in rotazione attorno al proprio asse, quindi dovresti rispondere che la cometa non smette. La situazione è tuttavia decisamente più complessa:

Frane e valanghe

“un ruolo fondamentale per il mantenimento dell’attività cometaria lo possono giocare non solo la sublimazione, ma anche inaspettatamente frane e valanghe che si verificano in superficie” (sì perché immaginando una cometa non ti aspetti che possano avvenire, ti immagini il nucleo un blocco rigido, e invece non è così).

67P/Churyumov-Gerasimenko, 25/10/2014, da 10 km di distanza, lobi e depressioni pieni di macerie su di un’area di 850 mt di ampiezza, credit ESA/NAVCAMingrandisci, enlarge

“Questi fenomeni sollevano la polvere cometaria creando nuvole visibili da Terra e possono anche generare variazioni nello stato di rotazione del corpo celeste.”

67P/Churyumov-Gerasimenko, nucleo, Credit ESA/Rosetta/NAVCAM – CC BY-SAingrandisci, enlarge

“La distruzione di massa, che indica proprio i movimenti della superficie, può continuare a scavare e a esporre strati di ghiaccio che altrimenti sarebbero confinati sotto uno strato di polvere, prolungando l’attività delle comete.”

67P/Churyumov-Gerasimenko, 30/10/2014 da una distanza di circa 30 km, l’immagine misura circa 1,1 km in larghezza: a destra volutamente saturata per far risaltare i dettagli in una regione in ombra, credits ESA/Rosetta/MPS per OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA – ingrandisci, enlarge

“La perdita di massa, d’altro lato, comporta un appiattimento delle caratteristiche superficiali della cometa il che va a ridurre, nel tempo, la frequenza di questi eventi. In tal caso, però, la variazione nella rotazione della cometa può portare nuove esposizioni alla radiazione solare riattivando la cometa.”

“Corpi minori: asteroidi, nanopianeti, comete e polvere interplanetaria”Associazione AstronomiAmo
67P/Churyumov-Gerasimenko, un pennacchio di polvere originatosi della regione Imhotep dalla cometa, visto dalla camera grandangolare Osiris a bordo di Rosetta il 3 luglio 2016; credits ESA/Rosetta/MPS per OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDAingrandisci, enlarge

Corpi geologici “stagionalmente attivi”
ad energia solare

Nei miliardi di anni dalla formazione agiscono forze tettoniche interne, in seguito nei milioni di anni successivi subentrano erosioni da sublimazione.

“Le comete possono essere considerate corpi planetari attivi perché mostrano prove di quasi tutti i processi geologici fondamentali, tra cui crateri da impatto, tettonica ed erosionetuttavia occupano una nicchia speciale perché la loro attività geologica è quasi esclusivamente guidata da energia fornita esternamente – energia solare – rispetto ad una fonte di calore interna, il che li rende corpi geologici “stagionalmente attivi”.
Altre caratteristiche sono:
il degassamento da sublimazione
un’atmosfera transitoria che movimenta materiali in superficie contribuendo alla sua evoluzione
frane e valanghe
stress termici da marea
porosità e fratturazioni che offrono condotti per il degassamento
spreco di massa cioè detriti sottratti al nucleo da questo degassamento

“Le comete, gli astri spettacolari”, by Andreotti RobertoINSA

PAROLE CHIAVE:
instabilità

Stress termici
e
degassamento

Nel suo viaggio verso il Sole, con l’energia solare che a causa della rotazione riscalda il nucleo in modo differenziato, la cometa al suo interno, anche durante ogni singola giornata è sottoposta all’accumulo di notevoli stress termici nei materiali e ciò provoca la conseguente fuoriuscita di agenti atmosferici, gas e ciottoli, attraverso le varie fratture e per questo motivo a spreco di massa (la massa è polverizzata in milioni di frammenti minuscoli di ciottoli e ghiaccio e dispersa nella chioma). Questo provoca grande instabilità.

La Grande Cometa 1P/Halley fotografata dalla sonda Giotto nel 1986, credit ESA/Giottoingrandisci, enlarge

La caratteristica
forma irregolare
svolge un ruolo importante nell’evoluzione della cometa

  • FORZE GRAVITAZIONALI non uniformi (per via appunto della forma non omogenea) influenzano il movimento del materiale attraverso la superficie (come dire “attira un po’ più qui, un po’ meno lì”, anche a seconda di come ruota la cometa in ogni momento e della posizione contestuale rispetto al Sole e ai Giganti gassosi)
cometa Hartley 2 fotografata dalla sonda Deep Impact che la raggiunge nel corso della sua seconda missione EPOXI (Extrasolar Planet Observation / eXtended Investigation of comets) a 700 km di distanza, credit NASA/EPOXIingrandisci, enlarge
  • lo stesso DEGASSAMENTO (fuoriuscita di gas) avvenendo in modo caotico e vario attraverso le crepe-fessure del corpo, influenza la dinamica orbitale e costituisce ulteriore stress da marea che frattura ancor più il nucleo
cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, detta familiarmente “Chury”, ripresa dalla sonda Rosetta, fotogramma delle immagini rimasterizzateingrandisci, enlarge

PAROLE CHIAVE:
variabilità

Degassamento irregolare

In realtà le comete sono molto variabili perché:

  • emettono gas non da tutte le superfici ma da zone localizzate
cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, detta familiarmente “Chury”, ripresa dalla sonda Rosetta, fotogramma delle immagini rimasterizzateingrandisci, enlarge
  • mentre orbitano attorno al Sole cambiano le condizioni di insolazione del nucleo e queste dipendono dall’inclinazione dell’asse di rotazione della cometa (esattamente come sulla Terra abbiamo le stagioni, anche le comete le hanno); zone attive possono inattivarsi e zone inattive attivarsi (Albino Carbognani)
cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, detta familiarmente “Chury”, confronto di posizioni riprese dalla sonda Rosetta, fotogramma delle immagini rimasterizzate

Esplosioni (outburst)

  • occasionali, enormi improvvise espulsioni esplosive di materiale (tipo geyser) dal nucleo di ghiaccio e roccia, sempre gas e polveri, aumentano improvvisamente e temporaneamente la luminosità della cometa

La chioma della cometa “esplosiva” 12P/Pons-Brooks ripresa il 23 luglio 2023, dopo l’outburst. Cometa di breve periodo della famiglia di Halley, periodo orbitale di 71 anni, è considerata un vulcano freddo che emette “criomagma” (acqua ammoniaca o metano), con una chioma di 140.000 km: durante l’esplosione del 2023 la luminosità è aumentata di 100 volte. Perielio il 21/04/2024.

Credit photo: Faulkes Telescope North nell’ambito del progetto didattico “Comet Chasers Project”, credit: Marcelo de Oliveira (Brasile) – articolo di Albino Carbognani su Media Inaf

La cometa “esplosiva” 29P/Schwassmann-Wachmann offre outburst ogni 57 giorni: orbita simile ad un pianeta, diametro 60 km, la luminosità a ottobre 2021 è aumentata di 250 volte. Sembra che le grandi esplosioni funzionino in modo simile ad alcuni vulcani, eruzioni su eruzioni aggiungono materiale in superficie che alla fine crea tanta pressione da crollare provocando una eruzione molto più grande.

Credit photo: Progetto del telescopio Faulkes, rete di telescopi dell’Osservatorio Las Cumbres, nodo McDonald. Autori: Julio Vannini (NIC), Daniel Jose Mendicini (ARG) – articolo di Bob Yirka, Phys.orgingrandisci, enlerge

FORZE NON GRAVITAZIONALI
“effetto Razzo” “effetto Paracadute” dalle 3 U.A.

Questo è uno di quegli aspetti a cui non penseresti, ma in effetti è una delle variabili a complicare il quadro generale e rendere le comete oggetti imprevedibili ed instabili: gas e polveri che costituiscono la chioma producono l’effetto “razzo” o quello “paracadute” poiché a seconda del verso di rotazione del nucleo cambia la forma dell’orbita:

  • se la rotazione è come l’orbita, la velocità viene aumentata dalle emissioni, l’orbita diventa più ampia e si allunga (effetto razzo, accelerante)
  • se la rotazione è inversa all’orbita, la parte più calda è verso il moto e frena l’orbita, che si accorcia (effetto paracadute, decelerante: è successo nel 1997, quando i tempi d’orbitazione della cometa Hale Bopp furono così ritardati, evitando l’incrocio con il pianeta Terra)

La cometa 2007 2P/Encke ha fatto da “nave scuola” per la scoperta delle “Forze non gravitazionali”: il periodo orbitale di soli 3.3 anni è uno dei più brevi conosciuti. Tornando spesso al perielio si può quindi osservare e studiare frequentemente e capire se viene accelerata o frenata. Si capisce anche quando occorre considerare la dipendenza dalla costante: oltre le 3 AU, in direzione del Sole l’attività aumenta e quindi bisogna tenere conto di queste forze non gravitazionali. Al di sopra delle 3 AU tali forze sono esigue e quindi si può non tenerne conto.

“L’orbita della ZTF e delle altre comete: come le studiamo?” Luca Nardi con Albino Carbognani (INAF-OAS Bologna)
il telescopio spaziale Spitzer mostra la debole traccia di polveri di 2P/Encke in luce infrarossa, simile ad una girandola: questa cometa ha la particolarità di sublimare lungo tutta la sua orbita, dall’afelio al perielio, quindi la sua vita durerà solo circa 120 passaggi cometari dalla scoperta, fino agli anni 2050-2060, e da lì diventerà un semplice asteroide come (3552) Don Chischiotte, fonte “Le Comete Perodiche Capitolo 1: da 1P a 6P – by INSA”

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DESTINO?
Diversi finali possibili
– spettacolo periodico per secoli
morte Kamikaze
collana mini-comete
“toccata e fuga” / Paganini non ripete
morte silenziosa-anonima
regalo suggestivo per sempre

Dipende da alcune variabili:

  • quanto è grande il nucleo
  • qual è la sua composizione
  • quanto l’orbita lo porta vicino al Sole o ai giganti gassosi

Mentre la cometa orbita attorno al Sole, la sua fragile e porosa struttura interna è sottoposta ad un notevole stress, causato dall’interazione con l’energia solare.

Sole del 7 novembre 2021, Osservatorio Astronomico Naturalistico di Casasco, Piemonte, credit Marcella Bottiingrandisci, enlarge

Spettacolo periodico per secoli

  • Le comete periodiche, se non vengono distrutte prima dai vari passaggi vicini al Sole, proseguono il loro viaggio nei secoli e millenni e hanno il vantaggio di regalare il loro meraviglioso spettacolo periodicamente (si hanno numerose testimonianze nelle cronache di epoche passate anche lontane)
cometa C/2020 F3 Neowise, foto del 19/07/2020, credits Ciro Russo a Marina di Lesina, Puglia – ingrandisci, enlarge

Morte Kamikaze

  • Frequentemente una cometa non completa la sua orbita intorno all’astro, ma evapora completamente al perielio frammentandosi e tuffandosi nel Sole…

In sole 24 ore la sonda SOHO (Solar and Heliospheric Observatory) dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) e della Nasa ha catturato ben 2 comete che si sono disintegrate nel Sole: dal 1995 la sonda ne ha osservate più di 4.000 precipitare nella stella, ma questa è la prima volta che testimonia in un solo giorno un doppio suicidio cometario. La traccia di sinistra appartiene alla “famiglia delle comete radenti di Kreutz”, uno sciame di frammenti che provengono da un’unica cometa gigante che si spezzettò secoli fa e a cui appartiene l’85% delle 4.000 comete osservate da Soho. La traccia a destra non appartiene a nessuna famiglia conosciuta. Le tracce sono rimaste visibili poche ore prima che il calore vaporizzasse le due comete (ANSA, 20/01/2021)

  • … oppure, spericolata, orbita troppo vicina ad un gigante gassoso e viene frammentata come una “collana di perle” tuffandosi in modo spettacolare nella sua enorme atmosfera (Giove)…
la “collana di perle” della cometa Shoemaker-Levy 9, credit NASA-Hubble

Collana mini-comete

  • Altre volte, semplicemente, a forza di orbitare attorno al Sole e ogni volta subire tutti quegli stress termici e gravitazionali e da degassamento e le esplosioni (“outburst”), la cometa “non ce la fa più” e si spezza e frantuma, uscendo di scena in modo spettacolare, mentre i frammenti continuano lungo l’orbita originaria “come una collana di mini-comete” (a volte diventano “stelle cadenti” cioè sciami meteorici che la Terra attraversa lungo la sua orbita – vedi fine post-, in questo caso le Tau Ercolidi TAH, ma non è sempre detto e poi non è detto che necessariamente si vedano…)
la cometa periodica 73P/Schwassmann-Wachmann si è frammentata almeno 2 volte: la prima volta nel 1995 si è divisa in diversi grandi pezzi durante la parte ravvicinata della sua orbita. Tuttavia, nel passaggio del 2006 (11 anni dopo) si è disintegrata in decine di frammenti che si estendevano per diversi gradi nel cielo. L’Hubble Space Telescope ha catturato magnificamente il Frammento B, che a sua volta segue una moltitudine di pezzi più piccoli, ognuno con il proprio coma e la propria coda cometaria. L’immagine si estende per oltre 3.000 chilometri alla distanza della cometa di 32 milioni di chilometri dal pianeta Terra. Apod NASA 03/09/2023, credit: NASA, ESA, H. Weaver (JHU / APL), M. Mutchler and Z. Levay (STScI)ingrandisci, enlarge
  • La cometa C/2019 Y4 ATLAS, rilevata per la prima volta dall’Asteroid Terrestrial-impact Last Alert System (ATLAS), gestito dall’Università delle Hawaii, ha subito una morte prematura a metà del 2020 quando si è disintegrata in una cascata di piccoli pezzi di ghiaccio. Probabilmente ATLAS apparteneva ad una sconosciuta cometa antica di 5.000 anni fa che si era già spezzata, ma la cosa strana è che ATLAS si è disintegrata mentre era più lontana dal Sole che dalla Terra
(nelle foto, Hubble fotografa fino a 30 frammenti separati il 20 e 23 aprile 2020, credit NASA, ESA, Quanzhi Ye (UMD), Alyssa Pagan (STScI))

“Toccata e fuga” – Paganini non ripete
Turiste interstellari, comete aliene

  • comete con orbita parabolica, iperbolica che provengono da oltre la nube di Oort, oppure interstellari, fanno capolino nel Sistema Solare interno una volta sola per non tornare mai più, nomadi solitarie delle galassie. Può succedere però anche a comete con orbita ellittica che orbitando vicino ai giganti gassosi vengono espulse dal sistema con un effetto fionda gravitazionale
Cometa 2I/Borisov (C/2013Q4I) – Gli astronomi di Yale Pieter van Dokkum, Cheng-Han Hsieh, Shany Danieli e Gregory Laughlin hanno catturato l’immagine il 24/11/2019 utilizzando lo spettrometro per immagini a bassa risoluzione dell’Osservatorio WM Keck alle Hawaii, e aggiunto la comparazione con la Terra per dimostrare le dimensioni colossali di chioma e parte della coda

2I/Borisov
idrante cosmico

Cometa 2I/Borisov (C/2013Q4I): perielio 8/12/2019 a 2 AU dal Sole, 300 milioni di km. Nucleo 1,6 km di diametro; gigantesca coda bianca che si estendeva per 160.000 km, 12 volte il diametro terrestre. Al massimo avvicinamento al Sole ha perso quantità enormi di acqua, 30 litri al secondo – credit ESA/NASA/HST (l’immagine di destra è la somma di 23 scatti con 260 secondi di posa).

Morte silenziosa-anonima

  • Una cometa in teoria si esaurisce in un arco di tempo di circa 10.000 anni, e alla fine resta un oggetto opaco e inattivo, come un asteroide (vedi anche asteroide 2003 EH1, nell’infografica poco avanti)…
sonda Hayabusa 2 fotografa l’asteroide Ryugu il 02/12/2020 – ingrandisci, enlarge

Regalo suggestivo per sempre

  • … ma solitamente nel suo avvicinarsi al Sole libera numerosi resti e detriti nel pulviscolo della coda, che poi la Terra (noi) periodicamente in date precise attraversa nella sua orbita, il che significa per noi “stelle cadenti” garantite per secoli visto che lo sciame resta comunque nell’orbita originaria…
l’ellisse verde esterna è l’orbita della Terra (OT); l’arco di parabola rossa è l’orbita della cometa (OC); il numero 3 rappresenta il pulviscolo della coda cometaria che viene intercettato dalla Terra.

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DISPENSATRICI DI VITA…
ma anche di regali

Quando lungo il viaggio verso il Sole e già nel Sistema Solare interno, la cometa espelle polveri e detriti che restano nell’orbita originaria, queste possono diventare un meraviglioso e sognante spettacolo periodico per noi abitanti della Terra, quando il nostro pianeta nella sua orbita li attraversa, le cosiddette “stelle cadenti” che non sono altro che sciami meteorici.

Non sono loro che cadono da noi…
siamo noi ad attraversarle!

“Perseidi”, dal 10 al 13 agosto, sono i frammenti della cometa Swift-Tuttle, del gruppo della cometa di Halley, che ha un periodo orbitale di 133 anni con l’ultimo passaggio avvenuto nel 1992; un bel pezzo di cometa di 26 km di diametro, crediti Roberto Ciri – Emozione Naturaingrandisci, enlarge

Ma è tutto qui?
Finito lo spettacolo,
finito tutto?

“Geminidi 2021” credit Roberto Ciri – Emozione Natura ingrandisci, enlarge

Polvere extraterrestre:
80% da comete
20% da asteroidi

Ricorda bene il capitoletto iniziale “Fossili – Capsule del Tempo”: gli sciami meteorici potrebbero aver portato l’acqua e materiali organici complessi (molecole organiche complesse come gli amminoacidi) su quella che era la Terra primordiale. La Terra viene sempre innaffiata e inseminata, anche se non vedi niente perché ha un potente ed invisibile filtro protettivo

A proposito di regali…
ricordi chi fu il generoso donatore?

  • Ci sono quindi anche stelle cadenti (banchi di detriti) di asteroidi, non solo di comete, che noi attraversiamo, ma sono asteroidi particolari, che avvicinandosi al Sole si attivano come le comete, iniziando a sublimare
selezione di sciami meteorici con riferimento anche a comete citate nel post, sullo sfondo “Geminidi 2021” credit Roberto Ciri – Emozione Naturaingrandisci, enlarge
  • gli sciami cambiano da cometa a cometa da cui sono stati generati
  • cambiano anche di anno in anno
  • alcuni hanno stelle cadenti più luminosi e grandi
  • alcuni sciami sono meno famosi di altri anche perché sfortunatamente cadono in periodi dell’anno meno favorevoli per l’osservazione

“POLVERE DI COMETA”
Non ci crederai, ma sai che c’è chi
la raccoglie
la conserva
la studia

La polvere di comete viene raccolta e studiata sulla Terra fin dal 1981: il raccoglitore si aziona a 18 km di quota su aerei spia modificati, a quell’altitudine i piloti devono indossare tute pressurizzate. Ogni volo dura fino a 8 ore e al massimo si riescono a raccogliere meno di 100 granelli di polvere di cometa per missione.

Il tutto poi viene consegnato nel Laboratorio di Polvere Cosmica al Johson Space Center (Houston, Texas), la maggiore collezione di detriti di cometa del pianeta. Li sono in studio anche i materiali raccolti dalla sonda Stardust dalla coda della cometa 81P/Wild (Wild 2). Ho estratto per te una serie di fotogrammi dal bel documentario che racconta anche di questo specifico argomento.

Eccoti il documentario che sicuramente ti piacerà: “Universo ai raggi X – Le Comete”.

Per quanto riguarda, invece, la famosa polvere di cometa, eccoti un esempio.

Questa particella di polvere interplanetaria di tipo cometario, L2005AR7, è stata raccolta dagli aerei stratosferici della Nasa. La sua struttura aggregata porosa è evidente in questa immagine al microscopio elettronico a scansione e il suo studio ha rivelato la presenza di GEMS (glass embedded with metal and sulfides) cioè piccolissimi granelli vetrosi con incorporati metalli e solfuri, del diametro compreso tra decine e centinaia di nanometri. Crediti: Hope Ishii, University of Hawaii

I detriti della cometa C/2012 S1 ISON non diventeranno stelle cadenti: dalle dimensioni di qualche millesimo di millimetro e carichi elettricamente, NON “bruceranno” al contatto con l’atmosfera terrestre e, prima di depositarsi al suolo come una “leggera nevicata”, potrebbero dare origine, nella mesosfera, alle “nubi nottilucenti” visibili dopo il tramonto.

“ISON non ce l’ha fatta e non sarà la cometa di Natale 2013”, Società Astronomica Italiana già degli Spettroscopisti

Qualche Star

  • La missione Rosetta dell’ESA ha inseguito la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko per dieci anni. La cometa 67P/ Churyumov-Gerasimenko ha fatto la storia come la prima cometa ad essere orbitata e atterrata da una navicella spaziale robotica dalla Terra
  • la sonda Stardust nel 2004 ha fatto visita alla cometa periodica 81P/Wild (Wild 2) della famiglia di Giove, ed è stata la prima ed unica “sample-return”, con ritorno dei campioni, grazie ad un dispositivo che ha raccolto e intrappolato i grani nell’aerogel, poi giunti integri a gennaio 2006 e successivamente distribuiti a 150 gruppi di ricerca in tutto il mondo, i quali hanno scoperto numerose molecole organiche
  • la sonda Deep Impact nel 2005 rilascia un impattore sulla cometa 9P/TEMPEL 1, creando un cratere sulla sua superficie e osservandone la dinamica. Nel 2011 è la sonda Stardust a visitare la cometa nella missione Stardust-NExT osservando gli effetti dell’impattore lanciato dalla Deep Impact 6 anni prima
cometa 9P/TEMPEL (Tempel 1), credit NASA/JPL-Caltech/UMD
  • la cometa che ha generato cratere di Chixulub al largo coste del Messico e che ha estinto i dinosauri aveva un diametro di 10 km

Video di Luca Nardi “Tutte le sonde spaziali che hanno studiato le comete”.

IL DESSERT ASTRONOMICO
“1 – A caccia di comete”

Per salutarti, ringraziandoti di avermi seguito in questo lunghissimo e ricco post, ti lascio con questa bellissima puntata “C’È SPAZIO” 1- A CACCIA DI COMETE, che andò in onda il 7/10/2016 su TV2000, condotta dall’astronoma Letizia Davoli (partecipa al gruppo Spazio Penultima Frontiera su Facebook) e con la partecipazione speciale di Adrian Fartade, con ospiti:

Amalia Ercoli Finzi (prof. emerito Ingegneria aeronautica del Politecnico di Milano)
Fabrizio Capaccioni (direttore IAPS)
Mario Salatti (responsabile progetto lander Philae)
Andrea Accomazzi (capo divisione operazioni interplanetarie ESA)
Paolo Ferri (capo divisione operazioni ESA)

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Credits:

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