Luce Estrema – 2. Viaggio “dentro” la Nebulosa Oscura

“Ingoiati dall’oscurità: e se la Nebulosa Oscura arrivasse da noi?”

È in corso la migrazione dei post dal precedente blog; per vedere i post non ancora migrati visita la Presentazione. Grazie.

Non potevo produrre il post sulle “nebulose oscure” o “nubi molecolari”, senza però dare seguito ad una seconda parte altrettanto importante: la possibilità di capire cosa significa esserci “dentro”, a quella incredibile, spaventosa ed affascinante oscurità.

Bryan Gaensler ha dedicato una paginetta a questa simulazione, che secondo me è perfetta per farci provare questo viaggio nel buio.

Ora prendiamo la nostra amata galassia, la Via Lattea
(per la cronaca vi devo dire che questa che vedete qui sotto ovviamente non è la Via Lattea: non è possibile averne foto dall’esterno, visto che ha un diametro di 100.000 anni luce e noi al massimo ci siamo spinti fino ai confini del Sistema Solare, circa 36 miliardi di km, equivalenti a poco più di 1 giorno Luce, quindi una vera inezia.
Questa al contrario è la foto della galassia di Andromeda, spesso usata come termine di paragone per una facile visualizzazione).

nell’immagine il testo dice (per gli stranieri che visitano il blog)
“Il cielo che osserviamo consiste in una selezione delle stelle più luminose e vicine contenute in questo cerchio rosso”, e il cerchio rosso credo che sia anche troppo grande a dir la verità

Prima di iniziare, consideriamo la posizione del nostro Sole, e quindi del Sistema Solare, all’interno della galassia, spostato verso la periferia, all’interno dello Sperone di Orione – “Orion Spur”, a circa 28.000 anni luce dal centro della galassia.

Torniamo ora alla nostra nebulosa oscura (ho scelto Barnard 68, tema del post precedente), potete ammirarla qui ricordandovi che è vasta quanto circa 100 Sistemi Solari

…diretta verso la Via Lattea, proprio dove si trova il nostro Sistema Solare……
ma immaginiamola da una prospettiva “frontale, di petto”, come se la vedessimo arrivare da lontano a fagocitare tutto il nostro amato Sistema Solare, noi compresi, dall’inizio alla fine.

Se così fosse, cosa vedremmo, intendo ad occhio nudo?

Dimenticavo, premessa importante:
visto che per questa simulazione lo scorrere del Tempo non è nostro amico – infatti l’arrivo della nebulosa impiega secoli e millenni – procederemo come se questi fossero scatti di un time-lapse, quindi velocizzati.

Non pensiate quindi che il tutto si svolga in una sola notte, in qualche settimana oppure mese...

Ho preso ad esempio per la simulazione questa bella immagine di un panorama notturno con la Via Lattea come la vediamo noi, di taglio.
La foto è stata scattata dall’astrofotografo Tommaso Rubechi in Namibia a luglio 2018.

Dal punto da dove proviene la nube, si potrebbe osservare una macchia buia
(che conosciamo bene perché l’abbiamo vista nel primo capitolo) che inizialmente compare timida sullo sfondo… ma si fa già notare…

elaborazione di Tiziana “Tirtha Giammetta

… poi diventerebbe sempre più scura…

elaborazione di Tiziana “Tirtha Giammetta

…sempre più scura e grande in modo inquietante…

elaborazione di Tiziana “Tirtha Giammetta

…e ancora più scura e grande……tanto che alla fine offuscherebbe la luce stellare di una metà del cielo.

elaborazione di Tiziana “Tirtha Giammetta

Se però ci girassimo e guardassimo nella direzione opposta, verso lo spazio libero, inizialmente non noteremmo alcuna differenza, infatti in quella direzione tutto è come sempre, le stelle sembrerebbero brillare come le conosciamo.

credit Fotoastronomiche.it

Dopo circa 2.000 anni
(tanto ci vorrebbe per percorrere il 20%, quindi 1/5 del raggio della nebulosa)

la metà del cielo in direzione della nube rimarrebbe completamente nera, ma anche l’altra metà del cielo, dalla parte opposta, inizierebbe ad offuscarsi.
Nel corso dei secoli inoltre avremmo questi risultati:

  • diminuzione fattore 6 della luce proveniente da stelle e costellazioni
  • solo 150 stelle circa (!) sarebbe ancora sufficientemente brillanti da restare visibili a occhio nudo
credit Fotoastronomiche.it

Dopo 2.000 anni

  • diminuzione fattore 20 della luminosità della restante parte di cielo notturno
credit Fotoastronomiche.it

E altri 2.000 anni ancora
(in totale 6.000 dall’incontro con la nebulosa!)

non ci sarebbe più alcuna stella visibile a occhio nudo

credit Fotoastronomiche.it

Dopo 10.000 anni
(quindi vicini ormai al centro della nebulosa)

il nostro Sistema Solare sarebbe completamente inglobato in questa “infinita desolante” oscurità

Che situazione avremmo ora?

Per fortuna:
– la luce del Sole resterebbe sostanzialmente inalterata
– i giorni sembrerebbero normali
– e saremmo ancora in grado di vedere la luce solare riflessa che illumina la Luna e gli altri pianeti

Quindi il Sistema Solare sembrerebbe lo stesso di sempre…

… vedremmo ancora la Luna e Mercurio…

credit Associazione Vigevanese Divulgazione Astronomica, fotografo Zanola Roberto

…la SuperLuna e Marte…

credit astronomo Gianluca Masi e Virtual Telescope Project

…la Luna e Venere…

immagine credit astronauta Terry Virts

…la Luna, Venere e Giove…

credits John Dalton

..la Luna e Venere…

una bella immagine credit astronauta Terry Virts

… la Luna e Mercurio…

credit Peter Lowenstein per website “El Universo Hoy” (scattata in Zimbabwe mag 2019)

…se non fosse che il resto del cielo sarebbe diventato totalmente vuoto e desolato: niente costellazioni, niente nebulose, niente stelle giganti, niente Supernovae…

  • diminuzione fattore 1.000 miliardi (ma può essere anche molto maggiore) della luminosità proveniente dal resto dell’Universo
  • la stella più luminosa, anziché spiccare facilmente anche ad occhio nudo, sarebbe al limite della rilevabilità persino con il potentissimo telescopio spaziale Hubble
  • tutte le altre stelle nel cielo sarebbero completamente invisibili a qualunque telescopio

Quindi si passerebbe da questo cielo che conosciamo bene…

immagine presa da TecnoAndroid

…a quest’altro cielo, senza alcuna speranza di poter vedere nient’altro che i pianeti del Sistema Solare e la Luna, resi visibili di luce riflessa dal Sole.

elaborazione di Tiziana “Tirtha” Giammetta

Ovviamente i vari satelliti e la Base Spaziale Internazionale sarebbero ancora visibili, riflettendo la luce solare come la Luna e gli altri pianeti…

transito della ISS sul disco solare in una fantastica foto dell’astrofotografo Thierry Legault

“Se l’essere umano si fosse evoluto in un ambiente del genere, forse non avrebbe inventato i telescopi per osservare la luce delle stelle, né l’Astronomia sarebbe mai potuta diventare una parte così importante della nostra storia”.

una famosa scena dal film
“2001 Odissea nello Spazio”

Ricorda comunque un concetto importante che è sottolineato nel primo post:
anche se tale profonda e desolante oscurità può spaventare, conforta sapere che è proprio qui dentro che “si assemblano, proteggono e poi diffondono le molecole della vita”, fondamentali per l’inseminazione dell’Universo e la nascita di nuove stelle e nuovi sistemi solari.
Quindi non esser triste!

Spero questo viaggio simulato vi abbia intrigato e divertito quanto lo è stato per me il leggere il fantastico libro del prof. Gaensler. Vi aspetto alla prossima avventura, grazie.

Gli altri post della serie “Luce Estrema”:

Ringraziamenti e link utili:


Professor Bryan Gaensler
http://dunlap.utoronto.ca/~bgaensler/

Tommaso Rubechi
https://www.tommasorubechi.it/

L’astronauta Terry Virts
https://www.facebook.com/astrovirts/

L’astronomo Gianluca Masi e il Virtual Telescope Project
https://www.facebook.com/virtualtelescope.it/

Michele Bortolotti
Fotoastronomiche.it

L’Associazione Vigevanese Divulgazione Astronomica AVDA
e l’astrofotografo Zanola Roberto

http://www.avdavigevano.com/

Sito “El Universo Hoy” e il fotografo Peter Lowenstein
https://www.eluniversohoy.net/foto-de-la-conjuncion-de-la-luna-y-mercurio-tomada-desde-zimbabue/

L’astrofotografo John Dalton
https://www.flickr.com/photos/varrqnuht/

L’astrofotografo Thierry Legault
http://www.astrophoto.fr/?fbclid=IwAR24pIQdpxnRqGhNi0mIwGm9fZVbSESLLSjH-gVd6Z9K-B8R7vhbSEgz-Ho

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